Ancora pressione sulla sterlina

di Daniele Pace Commenta

Le elezioni britanniche sono finite, ma non la pressione sulla valuta che tocca di nuovo i minimi storici nella seduta di apertura settimanale

Le elezioni britanniche sono finite, ma non la pressione sulla valuta che tocca di nuovo i minimi storici nella seduta di apertura settimanale, sia nei confronti del dollaro Usa, che nei confronti della moneta unica europea. Si tratta dei minimi, da dieci mesi, nei confronti del biglietto verde, e da sette mesi nei confronti dell’euro. Oggi la coppia GBP/USD è scesa dell0 0,68%, anche se il calo più forte si era avuto nella chiusura di venerdì (-1,7%).

Ad incidere sulle valutazioni della sterlina, le difficoltà per il premier May di formare un governo forte. Uscita con una maggioranza risicata, la May avrà difficoltà di governo, che nel breve termine si rifletteranno sulla sterlina, che dovrà attendere qualche mese prima di tornare stabile e scongiurare nuove pressioni. Ora, il Partito Unionista, maggioritario nell’Irlanda del Nord, sta dando una mano alla premier, ma lo stallo politico della Gran Bretagna sembra destinato a perdurare, tanto che il discorso della Regina è già stato rinviato dalla data prevista del 19 giugno, in attesa che venga deciso un governo. Tutti sono in attesa di capire come la situazione si evolverà, in particolare i mercati, che vedono forte volatilità sulla divisa britannica, e incertezze per il credito nel Regno Unito. Intanto la coppia EUR/GBP è a 0,8845.