La banca centrale cilena vuole indebolire il peso

di Simone Ricci Commenta

Sembrano molto lontani i tempi della scorsa estate, quando cioè il peso cileno continuava a viaggiare forte: oggi, al contrario, la valuta sudamericana ha subito un deciso deprezzamento, tanto da perdere terreno come non accadeva da tre settimane a questa parte. In pratica, si specula parecchio sul fatto che la banca centrale dello stato andino possa intervenire per indebolire ulteriormente tale moneta nel corso del prossimo meeting, previsto tra due giorni esatti. Entrando maggiormente nel dettaglio delle contrattazioni, il peso ha perso 0,4 punti percentuali rispetto al dollaro americano, come è emerso chiaramente dalla chiusura della Borsa di Santiago.

Allo stesso tempo, il rame ha ceduto un altro 0,5% presso il Comex di New York. La già citata speculazione sul fatto che l’istituto di credito centrale possa agire quanto prima per rallentare l’apprezzamento della divisa è divenuta lampante nel momento esatto in cui sono stati raggiunti i 469,1 pesos per ottenere un dollaro lo scorso 8 gennaio. Lo stesso atteggiamento del Banco Central de Chile era stato adottato nel corso del 2011, tramite l’acquisto di dodici miliardi di dollari. Perché si è parlato del rame in precedenza? La commodity in questione è la più importante esportazione del Cile e il suo calo ai minimi delle ultime due settimane, dato che il rallentamento dei titoli azionari americani è stato il riflesso della debole ripresa economica.

Come ha spiegato Franciso Schneider, a capo del trading in valuta estera della Celfin Capital Sa, la settimana attuale è molto importante, con il meeting previsto per giovedì, il mercato molto cauto e nessuno che ha intenzione di assumere una posizione short nei confronti del dollaro. Il peso stesso è stato scambiato in un range compreso tra quota 475 e 460 rispetto alla moneta verde sin dall’inizio di questo 2013, alla luce degli acquisti in dollari da parte della banca centrale che sono stati annunciati dal 1° gennaio.