Le critiche che vengono mosse ai Bitcoin

di Simone Ricci Commenta

nobody_gets_me_bitcoins_-4e4c2ea-introDi Bitcoin, la moneta elettronica più famosa al mondo, si è parlato parecchio e sempre in termini positivi (vedi anche Il crescente successo di Bitcoin): c’è però anche chi vorrebbe costruire una valuta virtuale che sia ancora migliore, facendo sottintendere quindi qualche difetto di troppo. Un esempio è quello di Ian Bremmer, stratega del rischio, oltre che fondatore e amministratore delegato di Eurasia Group, secondo cui non bisognerebbe sorprendersi più di tanto se Bitcoin rimarrà in circolazione ancora per altri dieci anni.

A suo dire, inoltre, i principali attori sfrutteranno a loro vantaggio la debolezza di tale divisa. I Bitcoin, sempre in base al pensiero di Bremmer, sono una valuta virtuale che è stata creata da un hacker anonimo appena quattro anni fa, con gli investitori che si sono affidati ad essa come scelta monetaria alternativa rispetto a quelle tradizionali. A inizio 2013, la quotazione era pari a venti dollari, poi la cifra è addirittura decuplicata (266 dollari per la precisione). Attualmente, il valore veleggia attorno ai 120 dollari. Il grande boom è dovuto principalmente a due ragioni.

Anzitutto, durante la grave crisi bancaria di Cipro a marzo, i depositari bancari sono stati costretti a subire la chiusura dei conti, aumentando di conseguenza i timori nei confronti delle valute classiche e segnando un punto a favore di quelle virtuali, considerate più sicure. Inoltre, stanno crescendo le preoccupazioni circa i risvolti possibili di un intervento della banca centrale, visto che si associa quest’ultimo a una maggiore protezione. La volatilità non è certo un punto a favore dei Bitcoin. Tra l’altro, non bisogna dimenticare che questi ultimi sono state vittime di un diverso tipo di intervento da parte degli stessi hacker: c’è una certa impenetrabilità da questo punto di vista, ma i portafogli digitali hanno dovuto registrare delle infiltrazioni (uno degli attacchi di maggior rilievo è stato quello ai danni di Bitfloor, una delle più grandi piazze al mondo di scambio).