La debole crescita britannica punisce la sterlina

di Simone Ricci Commenta

La sterlina è scesa al suo livello più basso delle ultime sette settimane rispetto al dollaro: gli ultimi dati economici stanno mostrando come l’economia britannica crescerà meno del previsto nel terzo trimestre del 2012, mentre il deficit di bilancio è inaspettatamente peggiorato nel corso del mese di novembre. Di conseguenza, i titoli obbligazionari a dieci anni sono risultati in aumento per il secondo giorno consecutivo, visto che la fiducia dei consumatori è sostanzialmente bassa e c’è maggiore richiesta di assets sicuri.

Anche a fine novembre, comunque, la sterlina si era indebolita rispetto all’euro. L’economia del Regno Unito è ancora in una preoccupante fase di stagnazione e il miglioramento mostrato nei mesi estivi e autunnali rischia di essere semplicemente temporaneo. Ora la sterlina potrebbe subire la forte pressione degli investitori che sono alla ricerca di posizioni “lunghe”. Nel dettaglio, la valuta di Sua Maestà ha perso 0,7 punti percentuali rispetto alla moneta verde, chiudendo a quota 1,6171 dollari presso il London Stock Exchange. Si tratta del peggior declino in assoluto dal 2 novembre scorso. Eppure, una settimana dopo quest’ultima data la sterlina guadagnò grazie a Bank of England. Il ribasso è stato evidente anche nei confronti dell’euro (-0,2%), con un cambio che non si registrava addirittura dall’11 giugno, ben sei mesi fa.

Il prodotto interno lordo britannico è cresciuto di quasi l’1% nel confronto con il secondo trimestre: l’aumento del deficit, invece, è stato messo in luce dal valore che non tiene conto del sostegno governativo per le banche, passato da 16,3 a 17,5 miliardi di sterline nel giro di un anno. Il rialzo dei gilt, i bond locali, non deve stupire più di tanto, in quanto si tratta della risposta al prossimo e atteso intervento di Bank of England, la quale dovrebbe provvedere a stampare maggiore carta moneta per far fronte alla debole crescita economica del quarto trimestre.