Dollaro ancora giù dopo parole Janet Yellen

di Valentina Cervelli Commenta

Il dollaro scende ancora ai minimi a tre settimane dopo le parole del presidente della Federal Reserve, Janet Yellen alla riunione dei governatori delle Banche Mondiali tenutosi a Jackson Hole. Chi si aspettava indicazioni di politica monetaria è rimasto deluso.

dollaro debole dopo trump ecco perchè

 

E per quanto anche Mario Draghi non si sia spinto moltissimo oltre con le sue parole, la reazione del mercato valutario al discorso “spento” economicamente ma forte nei confronti di Donald Trump del numero uno della Fed ha portato la moneta statunitense a scendere ancora un poco. Il cross euro/dollaro ha infatti raggiunto i 1,1884, valori non lontani dai massimi a due anni poco sopra 1,19 toccati lo scorso 3 agosto. Sul dollaro, inoltre, hanno pesato in buona parte anche le parole del presidente della Fed di Dallas, Robert Kaplan, che richiede pazienza prima di aumentare ulteriormente i tassi di interesse.

Qualcosa che unito alla fermezza di Mario Draghi sul quantitative easing spinge la situazione a temere il supereuro che potrebbe profilarsi e che in fin dei conti, non farebbe bene nemmeno all’Europa stessa. Il governatore della BCE, e quello della Fed sono al momento uniti su due fronti: quello di non dare indicazioni di politica monetaria e quello di condanna del protezionismo:

Uno dei temi che l’economia globale si trova ad affrontare è se il trend verso una maggiore apertura dei mercati che ha caratterizzato gli ultimi tre decenni si sta avvicinando alla fine. Le barriere commerciali sono aumentate, passando dal coprire l’1% dei prodotti nel 2000 all’attuale 2,5%, con la crisi che ha accelerato. Una maggiore cooperazione multilaterale in grado di rispondere ai timori di sicurezza ed equità [potrebbe aiutare]. Incoraggiando una convergenza delle regole, è possibile proteggersi dagli effetti non graditi dei mercati aperti. E la “protezione” assicura il non scivolare nel “protezionismo”.