Dollaro australiano, come approfittare del rally della valuta

di Paolo Valori Commenta

La ripresa delle commodity e le aspettative di miglioramento dell’economia australiana stanno favorendo il ritorno dei “buy” sulla valuta oceanica.

Il dollaro australiano attualmente è una delle monete dei paesi sviluppati più acquistate, grazie ad alcuni buoni dati macroeconomici provenienti dal paese oceanico e alla forte risalita dei prezzi di numerose materie prime.

australia

Nello specifico la quotazione del minerale di ferro, che l’Australia esporta in ingenti quantità in Cina, è balzata del 70% dai minimi pluriennali di dicembre scorso, mentre l’oro è salito fino in area 1.280$ sui livelli più alti da oltre un anno. La ripresa delle commodity e le aspettative di miglioramento dell’economia australiana stanno favorendo il ritorno dei “buy” sulla valuta oceanica, la quale è salita sui massimi dalla scorsa estate sul biglietto verde e degli ultimi tre mesi nei confronti della moneta unica.

Il tasso di cross AUD/USD è tornato sopra 0,75, guadagnando il 10% dai minimi di area 0,6820 toccati a metà gennaio scorso. Il recente breakout rialzista del trading range compreso tra 0,74 e 0,68 dovrebbe consentire all’Aussie di muoversi ulteriormente verso l’alto, ipotizzando un approdo intorno a 0,80 da qui a qualche settimana. Ciò vuol dire che dai valori correnti esiste ancora un margine di upside del 6,5%. Tuttavia è possibile massimizzare la strategia di entrata long sul cambio AUD/USD, cercando di prendere posizione solo in caso di correzione tecnica dai top di periodo. In particolare, i trader potrebbero valutare l’ingresso solo in caso di esito positivo del test dell’area di supporto di breve termine compresa tra 0,74 e 0,7380.

Al momento appare molto probabile un proseguimento dell’ascesa dei prezzi, ma allo stesso tempo sembra sia complicato un movimento rialzista ancora più consistente oltre il target “psicologico” di 0,80. L’Aussie potrebbe spingersi anche fino a 0,8150, ma quasi certamente su questi livelli dovrebbe essere resspinto. Infatti nei prossimi mesi la FED dovrebbe tornare a porre in essere la politica monetaria restrittiva sui tassi di interesse, inaugurata per la prima volta dopo quasi dieci anni a metà dicembre 2015.