Dollaro debole dopo Trump, ecco perché

di Valentina Cervelli Commenta

Il dollaro sta scendendo inesorabilmente dopo il discorso del Presidente Donald Trump. In questa settimana ha perso contro tutte le valute principali. E questo di sicuro è da ascrivere ad una spinta politica fortemente protezionistica e nessun dettaglio rivelato su ciò che riguarda le possibilità di crescita.

Qualcosa che non ha mancato di deludere gli investitori, pesando di conseguenza sul dollaro come valuta. Cosa significa la sua debolezza per gli altri? A livello tecnico che il cambio euro-dollaro è tornato in area 1.07 , che quello dollaro-yen è in salita di circa l’1%, mentre il cross sterlina-dollaro sale dello 0.75% .

Saranno basilari questi 100 giorni dopo l’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti per capire quale sarà il futuro del dollaro come valuta e quello dei mercati finanziari. E’ fuori da ogni dubbio che i movimenti di Donald Trump saranno monitorati molto da vicino dagli investitori. E non si può far finta di non ricordare che prima della sua nomina ufficiale il dollaro era scambiato al rialzo come moneta forte e che il neopresidente ha annunciato che gli Stati Uniti si ritireranno dall’accordo TPP (Trans Pacific Partnership) e rinegozieranno il NAFTA.

Insomma, il mercato è rimasto deluso da quel che è successo e ciò che sta per accadere, ovvero in generale l’intero smantellamento delle politiche di Obama, a 360° gradi. Non vi è molto spazio di manovra per il dollaro al momento, anche tenendo conto del fatto che non sono al momento in programma interventi dei membri della Federal Reserve. C’è da aspettarsi quindi, con molta probabilità, un ulteriore calo.