Il dollaro, la sterlina “sente” la firma per la Brexit

di Daniele Pace Commenta

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Il dollaro risale per la seconda seduta consecutiva, mentre la firma del primo ministro britannico Theresa May, per l’attivazione della procedura dell’articolo 50, che darà il via all’iter burocratico per l’uscita del Regno Unito dalla comunità europea, spinge la sterlina giù. Il dollaro vive il rialzo per le previsioni di un nuovo rialzo dei suoi tassi da parte della FED, e l’indice arriva a metà mattinata a 99,899, con un +0,2%, spinto anche dalla fiducia dei consumatori, il cui indice di marzo è andato meglio delle rosee previsioni degli analisti. Così anche il rendimento delle obbligazioni Tresury sono saliti, con i decennali a 2,412%. Secondo Fischer, vice presidente della Federal Reserve, sono previsti ed auspicabili altri due rialzi dei tassi per quest’anno.

Intanto la sterlina scende ai minimi degli ultimi 7 giorni, dopo la firma per attuare la Brexit, una tendenza comunque avviata già dopo il referendum, che sta facendo salire la spese delle importazioni, pur facilitando un pochino le esportazioni inglesi. L’inflazione in Gran Bretagna però sale, e i consumatori stanno iniziando a sentire gli effetti della svalutazione, soprattutto tra i cittadini comuni. Anche l’economia inglese rallenta. Intanto oggi, l’euro cede dello 0,2% sul dollaro, e si assesta a quota 1,0788 sul biglietto verde.