Euro a 1,3150 dollari nonostante Zew deludente

di ND82 Commenta

euro-dollaroSui mercati valutari è una giornata positiva per la moneta unica, nonostante la pubblicazione in matttinata di un dato deludente sull’indice tedesco Zew che ad aprile è risultato nettamente inferiore alle attese degli analisti. L’indice che misura le aspettative degli investitori tedeschi sull’economia per i prossimi 3-6 mesi ha registrato una pesante battuta d’arresto di ben 12,2 punti a 36,6 punti. Il dato del mese scorso era stato il migliore da aprile 2010. A decretare il calo dello Zew sono le aspettative di recessione nell’eurozona e la crisi irrisolta del debito sovrano.

Sul forex il tasso di cambio euro/dollaro è salito sui livelli più alti da inizio marzo scorso a 1,3150, ma i prezzi restano ancora inseriti all’interno del trading range giornaliero compreso proprio tra 1,3150 e 1,3020. Tuttavia, il breakout decisivo della resistenza daily di area 1,3150 – 1,3160 non è ancora avvenuto, per cui i prezzi sono rientrati all’interno della fase laterale. La forza dell’euro è comunque favorita dalla debolezza del biglietto verde, che solo ieri è riuscito a rimbalzare dopo giorni di forte negatività.

Sul dollaro pesa la convinzione degli investitori che la Fed continuerà a iniettare liquidità nel sistema, considerando che le ultime indicazioni provenienti dai dati macroeconomici non sono state molto confortanti, in particolare il mercato del lavoro a marzo e l’attività manifatturiera dell’area di New York. Al momento il piano di quantitative easing della Fed è pari a 85 miliardi di dollari al mese. Gli analisti ritengono che almeno per quest’anno non ci sarà una exit strategy, prevista invece per la seconda metà del prossimo anno.

Sul forex resta, dunque, un euro ben impostato dopo che ieri sera c’era invece uno yen in forte rialzo dopo gli attentati di Boston. Difficile credere a una ripresa della valuta nipponica, considerando la recente manovra monetaria della BoJ senza precedenti che dovrebbe alzare l’asticella dell’inflazione al 2% entro due anni. Una manovra del genere dovrebbe creare ancora pressioni rbassista sulla divisa giapponese, tanto che lo yen rischia crollo senza freni secondo Soros.