Euro, come reagirà a rialzo dei tassi Fed di giugno?

di Valentina Cervelli Commenta

Come reagirà l’euro al rialzo dei tassi FED di giugno? In attesa di comprendere come si evolverà il percorso di alcune forti valute come la sterlina, gli investitori intenzionati a lavorare sul conio europeo si chiedono se l’andamento rialzista della valuta continuerà.

La spinta di fiducia ricevuta in seguito alla vittoria alle presidenziali francesi di Emmanuel Macron ha dato ai mercati valutari e non solo la possibilità di riprendersi e di dare agli investitori nuovamente la possibilità di ricominciare a lavorare in un settore che stava risentendo del “buonismo” europeo nei confronti degli Stati membri mettendo in crisi l’andamento delle valute.

E quello che sembrava essere un fattore passeggero, appoggiato involontariamente dal Russia Gate e dal comportamento inconcepibile di Donald Trump ha portato solo nell’ultima settimana a portare il cambio euro/dollaro, a superare la soglia psicologica a 1,10 dollari, livello che non veniva raggiunto dal 9 novembre 2016. Secondo la maggior parte degli analisti l’euro starebbe sfruttando a suo favore, soprattutto nel mercato del Forex, un minor rischio instabilità dell’Eurozona e le indicazioni positive arrivate dalla crescita economica, così come hanno mostrato gli indici PMI di aprile. Cosa significa questo? Che una revisione del piano di Qe della Bce potrebbe essere più vicina di quel che si crede, così come l’inizio del processo di “normalizzazione” dei tassi d’interesse in Europa.

E per ciò che riguarda la FED e giugno? In quel caso è molto probabile, secondo gli esperti, che si abbiano delle temporanee discese a ridosso del supporto di brevissimo a 1,089 dollari. Questo ovviamente senza il sopraggiungere di altre variabili.