Crolla Euro/Dollaro, minimo di giornata ora a 1.3080

di Francesco Giocondo 4

Crolla Eur/Usd sotto la pressione dei venditori, che trascinano il cambio nella seconda metà della giornata sotto ai minimi a due mesi; la perdita durante la giornata di ieri del supporto a quota 1.3215 aveva già compromesso il quadro tecnico ed il test dal basso dell’ex supporto ora resistenza proprio qualche ora fa’ ha dato l’ennesima conferma che la debolezza avrebbe dato brutte sorprese ai compratori.

Il cambio, che ora si aggira intorno a 1.3105 non riesce sul grafico ad invertire la SuperTrend al rialzo prima del crollo verticale così che chi non ha mantenuto lo short scattato Lunedì all’1:00 di notte si trova ora “alla finestra”. 

Vendere ora sulla forza del ribasso non avrebbe senso visto che una long black candle come quella di adesso prevede una fase di assestamento che ha come punto di vendita supplementare il raggiungimento del 50% del range della stessa, che ora corrisponde a 1.3155; questo è il livello di ritracciamento massimo consentito sotto il quale lo short potrà essere mantenuto, indipendentemente dall’andamento di Wall Street che anche oggi è contrastato.

Altri problemi su Usd/Jpy che ancora allontana gli investitori; la vicinanza delle medie mobili di riferimento sul grafico orario congela gli investitori che ancora non credendo al rialzo previsto con il crollo di Eur/Usd preferiscono restare fuori abbassando ancora la volatilità del cambio. In questo momento tra i cross correlati ad Eur/Usd, che continua ad essere il punto di riferimento del Forex, l’unico che riesce ad interessare è Eur/Gbp che risulta essere direttamente proporzionale al primo; questo sviluppa continuamente occasioni di trading proprio grazie ai sistemi più semplici di rilevamento della tendenza e per questo sta diventando la seconda scelta dopo Euro/Dollaro e si ritrova in certi momenti (come in questo) con un andamento ben più stabile.

Trading ancora fermo infine su Eur/Chf che a questo punto si ipotizza  chiuderà l’anno in corso su questi valori senza dare opportunità di investimento nel medio periodo dopo le parole della Banca Centrale Svizzeraa

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