Euro-dollaro, cross sale oltre 1,21: quali i rischi?

di Valentina Cervelli Commenta

Mentre si discute della possibilità che possa essere raggiunto l’1,30 nel cross, il cambio euro-dollaro tocca gli 1,21 segnando il massimo da tre anni. Quali sono le cause di questa crescita e quali possono essere i rischi di un rafforzamento costante della moneta unica.

La prima cosa da fare è ovviamente analizzare la situazione e comprendere quali siano le motivazioni alla base di questa crescita. La BCE ed il suo atteggiamento sono una delle ragioni, seguite a ruota dalla Germania e dalla sua situazione politica. Per ciò che concerne la prima, senza dubbio, ad influenzare l’andamento è la preparazione della fine del quantitative easing: pur riservandosi il diritto di prolungare la politica di sostegno quanto necessario, l’istituto europeo si sta organizzando per uscire da questo stato. Allo stesso tempo però non si può ignorare la Germania e la capacità di aver trovato un accordo politico con il patto di governo Cdu-Spd.

E stupisce, di conseguenza, come la chiusura di tutti i mercati europei venerdì sia stata in positivo, nonostante i rischi che un supereuro può comportare. Il primo tra tutti? Quello causato alle esportazioni e di conseguenza ai profitti aziendali. Non si può e non si deve ignorare che rispetto a dodici mesi fa l’euro abbia guadagnato sul dollaro circa il 18% e non si deve nemmeno dimenticare del differenziale dei tassi di interesse, ancora a zero in Europa per tutto il 2018 e atteso al 2% negli Stati Uniti.

A quali rischi si va incontro? Se la macro economia terrà il passo, senza dubbio nel corso di questi mesi l’euro crescerà ancora, ma incontrerà sul suo cammino anche delle fermate intense, portando il cross alla fine dell’anno in una situazione molto simile a questa.