Euro e dollaro: scambi all’ultimo sangue

di Valentina Cervelli Commenta

Il cross tra euro e dollaro è uno dei più seguiti e tenuti sotto controllo da analisti e piccoli risparmiatori e non è qualcosa che dovrebbe stupire dato l’andamento dello stesso in continuo cambiamento a seconda dei dati macroeconomici in uscita relativamente ai due continenti.

Esempio palese quello dello scorso venerdì sul mercato valutario dopo che è avvenuta la pubblicazione di quelli relativi al mondo del lavoro negli Stati Unit: il cambio eur/usd ha infatti toccato in 5 minuti un minimo di 1,1286 e un massimo di 1,1439, toccando i massimi di fine giugno prima di stabilizzarsi in zona 1,142. Il dollaro è riuscito in un brevissimo lasso di tempo ad annullare i guadagni della seduta e si raggiungendo i 95,8 prima di recuperare nuovamente tornando su un livello di 95,9.

Il punto è che le cifre americane hanno mostrato di essere totalmente contrastanti: i non farm payroll ha registrato a giugno un incremento di 222 mila nuovi salariati, superando sia le attese che i dati dell’ultimo rilevamento. Il problema è che allo stesso tempo però il salario medio è cresciuto meno di quel che ci si aspettava ed è apparso più basso rispetto ai passati rilevamenti che tra l’altro hanno sottolineato la crescita del tasso di disoccupazione.

Non è difficile quindi comprendere le motivazioni alla base dei movimenti nelle valutazioni del mercato Forex né perché nonostante alcune problematiche di alcune economie, la moneta unica europea riesca ad archiviare ancora performance migliori rispetto alla controparte d’oltreoceano. E l’ipotesi di una sorta di lotta intestina tra banche centrali in un prossimo futuro non è da escludere.