Euro-Dollaro verso 1,32 con pil americano migliore del previsto

di ND82 Commenta

An Egyptian man walks out of an exchange store in the capital Cairo on January 6, 2013. A top International Monetary Fund official will visit Egypt on January 7, for talks likely to focus on the $4.8 billion loan agreement frozen last month because of political unrest in the country. AFP PHOTO / KHALED DESOUKI        (Photo credit should read KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images)Il prodotto interno lordo americano è aumentato più del previsto e ciò potrebbe spianare la strada al cosiddetto “tapering”, ovvero il piano di ridimensionamento degli stimoli monetari da parte della Federal Reserve. Sul forex il dollaro americano riprende quota, dopo aver perso terreno nelle ultime settimane. Secondo quanto comunicato dal Dipartimento del Commercio USA, nel secondo trimestre dell’anno il pil è cresciuto del 2,5%. La stima preliminare effettuata circa un mese fa aveva evidenziato, invece, una crescita dell’1,7% su base annua.

Gli analisti finanziari avevano ipotizzato un progresso del 2,2% su base annua. A dare la spinta necessaria al pil per una maggiore crescita sono state sia le esportazioni che gli investimenti aziendali. Frena un po’ la spesa per consumi, principale aggregato del pil americano visto che conta per circa due terzi sull’intero prodotto lordo degli USA. Ad ogni modo il trend dei consumi resta positivo. Il dato finale sul pil americano del secondo trimestre sarà pubblicato tra circa un mese.

Sono poi diminuite le spese federali, complice l’inizio del sequester a marzo che ha determinato i tagli automatici alla spesa pubblica che sono ancora in corso. Secondo quanto dichiarato da Paul Ashworth, economista di Capital Economics, la revisione al rialzo del pil americano “dovrebbe fornire una spinta in più ai funzionari della FED per decidere sul rallentamento del QE, ora che la ripresa sembra ben avviata e il freno fiscale sembra allentare la presa”. L’esperto si aspetta un’accelerazione del pil USA nell’ultimo trimestre dell’anno e l’avvio del piano di riduzione del quantitative easing già a partire da settembre.

A Wall Street l’indice S&P500 ha chiuso con un lieve rialzo dello 0,2% a 1.638,17 punti, ma resta vicino ai minimi delle ultime 8 settimane. L’indice Dow Jones, invece, ha chiuso con un progresso dello 0,11% a 14.840,95 punti. Sul forex il tasso di cambio euro-dollaro si è allontanato molto dai top a 6 mesi di 1,3450, toccati il 20 agosto. La quotazione è attualmente stabile sotto 1,3250, ma ieri i prezzi hanno toccato il livello più basso delle ultime due settimane a 1,3218.