Euro forte grazie alla Grecia?

di Francesco Giocondo Commenta

Tolti i problemi strutturali della moneta unica Europea quello che ora affligge il Vecchio Continente è la posizione poco chiara degli stati membri stessi. La copertura finanziaria della BCE ha “messo al sicuro” uno svariato numero di Paesi, che ora non si sono resi conto dell’effettiva gravità della situazione.

Il riacquisto di titoli in cambio di misure di austerità (che ancora stentano ad arrivare in certi casi) ha fatto passare illesi gli Stati più a rischio e perfino il default controllato della Grecia passa in secondo piano grazie alla grande iniezione di liquidità ed ai grandi investimenti della Banca Centrale Europea.

I conti si faranno però a Settembre; alla fine del mandato della Troika ad Atene verrà valutata l’effettiva situazione del Paese, ora in grande difficoltà. Con la giornata di oggi si è comunque fatto un passo avanti; il ministro delle Finanze ha ammesso che la scelta di restare nell’Euro è valso il salvataggio della Grecia, e senza l’Euro il Paese andrebbe incontro ad una miseria senza precedenti.

Già solo questo fattore potrebbe risollevare le sorti dell’Euro; una presa di coscienza del problema legato all’Euro ed alla situazione sempre più precaria di Grecia e Spagna apre la strada per nuovi interventi radicali che altrimenti verrebbero evitati o rimandati. L’ottimismo si riversa immediatamente sui mercati; l’Euro guadagna terreno sul dollaro portandosi vicino a 1.2360, pronto a tornare sui massimi di venerdì scorso in prossimità di 1.2380. Sopra a questo livello l’up-trend di breve verrà confermato e la fase laterale della seconda metà di agosto scongiurata, almeno per ora. Attualmente sussistono tutti i presupposti per restituire all’Euro la fiducia persa con il tempo e se la Germania confermerà la tendenza positiva che sta avviando l’Euro verso la ripresa allora la BCE è già a metà dell’opera ed i compratori di tutto il mondo torneranno a valutare correttamente i titoli del debito Europei.