La Federal Reserve pronta a rialzare il costo del denaro

di Paolo Valori Commenta

La Fed, come da attese, ha lasciato i tassi di interesse invariati ai minimi storici, allo 0-0,25% stabilito nel dicembre 2008. La Federal Reserve ha tenuto invariati i tassi di interesse e ha deciso per un altro “tapering” da 10 miliardi di dollari, ma ha cambiato, lievemente, il testo del comunicato inerente alle sue decisioni. Nel documento non c’è più il riferimento a un tasso di disoccupazione “elevato”. La Fed ha scritto che “le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate, con il tasso di disoccupazione che continua a scendere”. Tasso che a giugno era sceso piu’ rapidamente delle attese al 6,1%. Intanto è atteso il rapporto sull’occupazione del governo americano. Anche in merito all’inflazione prima la Fed scriveva che i prezzi al consumo viaggiavano sotto il target del 2% mentre questa volta ha detto che si sono mossi “in qualche modo piu’ vicino” all’obiettivo fissato dalla Fed stessa per assicurare la stabilita’ dei prezzi. Inflazione e tasso di disoccupazione sono sotto osservazione.

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Il messaggio della Fed in materia di tassi di interessi non cambia. I tassi rimarranno fermi ai minimi storici (pari allo 0-0,25%) “per un periodo considerevole” anche dopo la fine della terza fase di quantitative easing, prevista in autunno. La diminuzione della misura con cui la banca centrale americana acquista Treasury e bond ipotecari porta il valore mensile di tali acquisti da $35 a $25 miliardi, di cui 15 di titoli di stato e 10 miliardi delle cosiddette mortgage backed securities. Per la Fed guidata da Janet Yellen, una politica monetaria “altamente accomodante resta appropriata”.