Le Ithaca Hours, alternativa al dollaro americano

di Simone Ricci Commenta

img_0753Risale al 1991, dunque a ventidue anni fa, una delle iniziative più interessanti che hanno a che fare con le monete locali e complementari. Si tratta delle Ithaca Hours, una forma alternativa al dollaro ideata da Paul Glover, un organizzatore americano di comunità che ha pensato bene di mettersi contro la celebre catena di negozi Wal-Mart, a suo dire rea di sfruttare produttori e lavoratori. Il nome deriva dalla città in cui questa divisa è stata creata, appunto Ithaca, centro di circa 30mila anime che si trova nello Stato Federale di New York.

Una singola Ora vale dieci dollari e viene raccomandata per lo più per il pagamento di sessanta minuti di lavoro, nonostante il valore sia negoziabile. C’è comunque da precisare che le Hours non possono essere convertite liberamente in valuta nazionale, anche se non mancano le imprese e le aziende che si adoperano in questo senso. La stampa avviene su carta di altissima qualità, con una grafica che rende molto difficile la riproduzione: ogni singolo biglietto è caratterizzato inoltre da un numero seriale, così da poter scoraggiare il più possibile la contraffazione (vedi anche Questa estate debutterà la moneta complementare di Nantes). Nel 2002 è stata introdotta un’Ora da un decimo, con l’intento di incoraggiare ulteriormente gli scambi alternativi.

Il circuito continua ad esistere, ma negli ultimi anni è progressivamente caduto in disuso. Secondo le statistiche più recenti, infatti, nel 2011 il numero di imprese che ha accettato le Ithaca Hours è calato in maniera evidente. Vi sono diversi motivi per tale inversione di tendenza. Ad esempio, lo stesso Glover non risiede più ad Ithaca, dunque non esercita quel ruolo fondamentale di catalizzatore che ha svolto fino a qualche tempo fa. In aggiunta, non si può dimenticare la progressiva affermazione dei trasferimenti elettronici di denaro, con carte di credito e debito a farla da padrona.