La Banca centrale svizzera prova a limitare il Franco

di Paolo Valori Commenta

La situazione della moneta a fine 2014.

Durante la precedente settimana, quella a ridosso delle festività di Natale, i depositi a vista presso la Schweizerische National-Bank (SNB), la banca centrale svizzera, sono cresciuti a dismisura portandosi da 313 a 316 miliardi di franchi svizzeri (quasi 263 miliardi di euro) e rimanendo stabili a 316,1 miliardi su base mensile.

A renderlo noto è la stessa SNB, a conferma del fatto che è intervenuta durante le scorse settimane per difendere il cambio minimo di 1,20 contro l’euro.

Nello specifico, oltre ai depositi a vista delle banche svizzere, i rimanenti sono cresciuti da 55,6 a 58,5 miliardi di franchi per un totale di 374,6 miliardi dai 368,6 della settimana precedente.

Come spieghiamo questa situazione?

I depositi a vista delle banche commerciali possono essere collegati alla liquidità ed rappresentano il grado di intervento della banca centrale nel campo valutario. Essi si alzarono a dismisura nel periodo intercorso tra il 2011 e il 2012, proprio quando l’istituto decise di difendere il cross dall’eccessivo apprezzamento, successivamente agli afflussi di capitali provenienti dall’estero, in particolare, dai paesi dell’Area dell’euro, ai tempi della massima recessione della divisa unica europea. Il mese scorso, questi depositi sono aumentati di 9 miliardi e allo stesso tempo le riserve valutarie della banca centrale sono aumentate a 462,4 miliardi, i tre quarti del prodotto interno svizzero.

E sarebbero aumentate anche durante la settimana scorsa, a riprova del fatto che la Schweizerische National-Bank (SNB) sta provando in tutti i modi a cercare il metodo per allentare la pressione al rialzo sul franco, che in questo momento si aggira su quota 1,2030 contro l’euro, ovvero a ridosso del cambio-limite di 1,20 e apprezzato rispetto a 1,2068 successivo all’annuncio di tassi negativi sull’eccesso di liquidità delle banche depositato presso la banca centrale svizzera.