Mario Draghi pronto a frenare l’euro

di Valentina Cervelli Commenta

Mario Draghi è pronto a frenare l’euro. E’ importante evitare eccessivi rialzi se si vuole uscire dal quantitative easing in un modo privo di scossoni per le economie dell’Eurozona. Motivo per il quale, tra l’altro, non è previsto nessun cambio dei tassi d’interesse e della forward guidance da parte della Banca Centrale Europea.

La BCE ha infatti comunicato di aver lasciato il refi, il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, a quota zero, mentre il tasso sui depositi, cioè quello che le banche pagano per depositare i loro fondi a Francoforte, rimane negativo a -0,40%. Ed ancora: rimane invariato anche il tasso sulle operazioni marginali a +0,25%. E sono in molti a pensare che l’istituto europeo non toccherà i tassi di interesse per tutto il 2018.

Nello specifico il governatore della Banca europea ha sottolineato che bisognerà attendersi che i tassi rimarranno in questo modo per “un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività” ed ha confermato che il quantitative easing continuerà a procedere al ritmo di 60 miliardi di euro al mese fino alla fine di quest’anno sicuramente ed oltre se necessario. Ovviamente viene lasciata aperta la porta, da parte della BCE a possibili potenziamenti degli stimoli economici. E’ stato infatti sottolineato:

Se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, il consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma in termini di entità e/o durata.

Niente novità, però, per ciò che riguarda il tapering, ovvero la riduzione degli acquisti di titoli teoricamente prevista per il 2018 e per la quale sarà necessario, come anticipato, frenare la corsa dell’euro. La decisione sul QE e sul supereuro? A quanto pare rinviate ad ottobre.