In Nigeria tassi inalterati per sostenere la naira

di Simone Ricci Commenta

42627031_naira8La decisione ufficiale ancora non c’è, ma viene data per certa: la banca centrale della Nigeria manterrà probabilmente inalterato il principale tasso di interesse, il quale ha da tempo raggiunto il suo picco più elevato di sempre. L’obiettivo è quello di aumentare le riserve in valuta straniera, oltre che di sostenere le performance della moneta ufficiale, la naira, a seguito del calo dei prezzi petroliferi avvenuto a ottobre (vedi anche Le opportunità valutarie dell’Africa sub-sahariana).

Il Comitato di Politica Monetaria, il quale è guidato dal governatore Lamido Sanusi, è dunque deciso a non intervenire sul tasso in questione, attualmente pari al 12%. Di conseguenza, si tratterebbe del decimo meeting consecutivo in cui si sceglie di mantenere inalterata la situazione. Come spiegato da diversi economisti, la principale preoccupazione di questi giorni è proprio la valuta. In effetti, l’obiettivo primario rimane quello di non abbassare i tassi fino a che non si sarà trovato un sostituto valido ai flussi in entrata. Si parlava del petrolio in precedenza e non è certo un caso: la Nigeria fa dipendere gran parte della propria economia dal greggio, tanto è vero che le entrate del governo di Abuja sono rappresentate all’80% dall’oro nero.

Un altro elemento di cui non si può non tenere conto è l’inflazione: l’andamento dei prezzi al consumo è salita al 9,1% ad aprile (a marzo si era fermata all’8,6%), ma si rimane sempre al di sotto della soglia psicologica fissata dalla stessa banca centrale, ovvero il 10%. Le riserve valutarie della nazione africana sono recentemente calate di 0,8 punti percentuali, un evento che si è verificato nel giro di sole due settimane. Per quel che riguarda, infine, la naira, il suo declino è stato quantificato in 1,4 punti percentuali rispetto al dollaro americano dall’inizio dell’anno, per una quotazione complessiva che ieri era di 158,25 presso Lagos, la capitale commerciale dello Stato.