Le oscillazioni del dollaro mettono a rischio i profitti di Citigroup

di Simone Ricci Commenta

citigroup630Citigroup, la più grande azienda al mondo per quel che riguarda i servizi finanziari, potrebbe perdere più di sette miliardi di dollari a causa delle continue oscillazioni della moneta verde. La previsione si deve a Charles Peabody, a capo della divisione Ricerca della società Portales Partners Llc. A suo dire, infatti, le performance azionarie del colosso di New York sono in assoluto le peggiori se confrontate con le maggiori banche statunitensi. Lo scenario non è affatto incoraggiante. Il capitale è a rischio nel caso in cui il dollaro americano dovesse guadagnare terreno nei confronti dello yen, dell’euro e di altre valute dei mercati emergenti, i quali rappresentano ben il 50% dei profitti societari complessivi.

Si tratterebbe dunque della peggior perdita degli ultimi cinque anni, superiore perfino a quella del 2011 (3,5 miliardi di dollari di deficit per la precisione). Non sono molti gli analisti che stanno consigliando di vendere le azioni Citigroup, ma le loro ragioni sembrano convincenti. I rischi valutari possono essere tenuti a bada, ma in caso di mancata crescita diventerebbero inevitabili (vedi anche Cambio euro-dollaro sopra 1,32 dopo revisione outlook Usa di S&P). Tra l’altro, le previsioni di Peabody sono addirittura peggiorate di mese in mese.

A febbraio, infatti, l’analista parlò di una perdita per motivi monetari compresa tra i tre e i cinque miliardi di dollari, giustificando la performance con i rallentamenti del peso messicano e del real brasiliano. Il dollaro sta attualmente beneficiando dei miglioramenti del mercato del lavoro negli Stati Uniti, senza dimenticare le industrie e le vendite al dettaglio. Un’altra divisa piuttosto venduta è il won coreano, tanto che quest’ultimo ha accumulato un calo di 2,3 punti percentuali. Molte valute dei mercati emergenti rischiano ora di farsi prendere dal panico, senza alcuna distinzione o differenziazione, un brutto colpo per Citigroup, società che vanta attività operative in ben cento paesi diversi.