Prestiti statali in euro in crescita

di Roberto Commenta

Crescono i prestiti delle banche a titolo di finanziamento del debito pubblico degli Stati nazionali. Di contro, diminuiscono i finanziamenti erogati alle imprese, in grado di prolungare un deterioramento dell’offerta di credito bancario nell’area euro. Ad affermare e fotografare la situazione di cui sopra, così brevemente delineata, è l’ultimo report di ottobre della Banca Centrale Europea, che fa il punto sull’andamento dell’incremento della massa monetaria M3 e della proposta creditizia del sistema bancario agli operatori nazionali.

Stando a quanto affermato dall’analisi della Bce, nel corso del mese di ottobre l’offerta di credito bancario ai governi sarebbe cresciuta dell’8,8 per cento su base annua (+ 8,2 per cento a settembre), di cui + 2,9 per cento sotto forma di prestiti bancari (ex 1,6 per cento a settembre) e 12,3 per cento per sottoscrizione di titoli di debito pubblico (12,2 per cento a settembre).

Per quanto invece riguarda il finanziamento al settore privati, i prestiti bancari sono in contrazione dello 0,7 per cento (-0,9 per cento a settembre). In particolare, complici la bassa domanda e i maggiori vincoli introdotti dalle banche nell’accesso al credito, i prestiti alle imprese hanno fatto segnare una diminuzione pari a 1,8 per cento su base annua (-1,5 per cento a settembre). In fase calante tutte le tipologie di prestiti alle imprese: in particolare, quelli fino a 12 mesi (dedicati al finanziamento del capitale circolante) hanno fatto segnare una diminuzione di 2 punti percentuali su base annua (identico ritmo a settembre), quelli da 12 a 60 mesi,  passano invece da -4,1 punti percentuali di settembre a -4,4 punti percentuali di ottobre. Quelli sopra i cinque anni, fanno invece registrare una flessione pari a -0,8 punti percentuali (-0,4 punti percentuali a settembre).

Per i finanziamenti alle famiglie, incremento dello 0,5 per cento contro lo 0,1 per cento di settembre.

Qui abbiamo parlato dei tassi Italia. Continueremo a monitorare l’evoluzione dei principali dati sul sistema creditizio nazionale e internazionale anche nel corso dei prossimi mesi.