Produzione Italia ultima in tutta Europa

di Roberto Commenta

Il livello della produzione italiana pone il Belpaese ai margini del vecchio Continente. Pur essendo titolare della seconda forza produttiva manifatturiera d’Europa, infatti, i dati forniti dall’Istat in riferimento al mese di novembre e ai trend assunti dall’indice destagionalizzato della produzione industriale, parlano di una contrazione di un punto percentuale su base mensile e di 7,6 punti percentuali su base tendenziale. Complessivamente, nei primi undici mesi dello scorso anno la produzione ha perso il 6,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La prestazione è talmente negativa che, in Europa, non c’è nessuno che abbia fatto peggio di noi. Tant’è vero che – sottolineava il quotidiano economico Il Sole 24 Ore – “il calo dell’Eurozona a 17 è dello 0,3% su base mensile e del 3,7% rispetto al novembre 2011. In Germania l’attività industriale registra un +0,1% (-3% rispetto al novembre 2011) e in Francia un +0,5% (-3,2%). Dati non entusiasmanti, ma ben lontani da quelli dell’Italia che appesantiscono il risultato finale dell’Europa” (vedi anche Italia fuori pericolo?).

Il Centro Studi di Confindustria contribuisce tuttavia a riportare un lieve sorriso nelle labbra degli investitori, ricordando come le proprie stime per il mese di dicembre parlino di un lieve progresso (+0,4 per cento) dell’attività italiana, segnalando nel contempo che dal picco pre-cresi (aprile 2008) l’industria ha perso il 24,9 per cento di produzione.

“Secondo le stime di Confindustria, gli ordini in volume sono giudicati in arretramento: -0,4% in dicembre su novembre e -2,3% sui dodici mesi. Il mese precedente erano diminuiti dello 0,9% su ottobre e dell’1,9% annuo” – conclude poi Il Sole 24 Ore, guardando oltre: “Il primo trimestre del 2013 eredita da fine 2012 un trascinamento nullo ma nelle valutazioni degli imprenditori manifatturieri le prospettive di domanda sono ancora deboli. I giudizi sugli ordini sono di poco migliorati, restando su livelli molto bassi: per quelli interni il saldo è salito a -45 (da -46) e per quelli esteri a -33 (da -36),valori di poco superiori ai minimi raggiunti nei due mesi precedenti. Sono peggiorate le attese a tre mesi di produzione (-5 da -4) e ordini (-5 da -3). A contenere ulteriori cali di attività contribuirà però la necessità di ricostituire le scorte, il cui livello è giudicato in significativa riduzione(-2 da 0)” (vedi anche Disoccupazione Italia settore costruzioni).