Prosegue il momento negativo del dollaro australiano

di Simone Ricci Commenta

Il dollaro australiano è stato scambiato a 0,4 punti percentuali dal suo livello più basso degli ultimi due anni e mezzo rispetto al dollaro neozelandese (vedi anche Dollaro australiano affossato dalle pessime vendite al dettaglio). Nello specifico, la giornata di domani sarà caratterizzata dall’importante meeting della banca centrale della nazione oceaniana, ma i minutes hanno anticipato numeri non proprio esaltanti. La valuta meglio conosciuta come Aussie ha fatto registrare il terzo rallentamento consecutivo rispetto al dollaro americano, visto che la maggior parte dei trader ha previsto il taglio del principale interesse da parte del governatore della Reserve Bank of Australia, Glenn Stevens.

In pratica, si dovrebbe trattare di una riduzione fino a un minimo da record. Il Kiwi ha invece guadagnato terreno rispetto allo yen, dopo che un rapporto economico ha messo in luce l’accelerazione piuttosto rapida da parte delle industrie nazionali attive nel settore dei servizi. La domanda relativa alle due valute del Sud Pacifico, comunque, è stata sostenuta dalla debole crescita delle vendite al dettaglio durante la festività del Nuovo Anno cinese. Il trend negativo del dollaro australiano dura ormai dallo scorso mese di gennaio, anche perché l’economia nazionale è piuttosto declinante.

La Borsa di Sydney ha evidenziato come questa moneta abbia acquistato 1,2198 dollari neozelandesi, dopo aver anche toccato quota 1,2143, un valore così basso come non accadeva dal mese di luglio del 2010. Il dollaro neozelandese, al contrario, è stato capace di acquistare 84,39 centesimi di moneta verde, guadagnando lo 0,4% rispetto allo yen. Uno dei principali problemi economici che deve affrontare il governo di Canberra è rappresentato senza dubbio dall’inflazione, le cui previsioni non sono incoraggianti; la politica monetaria va senza dubbio rivista ed è più che mai necessario sostenere la domanda interna. Il tasso di interesse a cui si è fatto riferimento in precedenza è stato mantenuto fermo al 3% circa due settimane fa.