Rublo russo in ripresa dopo il referendum in Ucraina

di Paolo Valori Commenta

Dopo una corsa che non sembrava aver fine il cambio tra il dollaro statunitense e il rublo russo ha finalmente mostrato una flessione importante. Dal punto di vista fondamentale la discesa odierna è legata al calo delle tensioni per la crisi in Crimea. Tecnicamente la flessione puo’ essere considerata fisiologica data la situazione di “ipercomprato” in cui si erano venuti a ritrovare i principali oscillatori. Il dollaro/rublo al momento si attesta a 36,60, in calo di un punto percentuale rispetto ai valori di venerdì sera. Ricordiamo comunque come da inizio anni il cambio si sia rivalutato di quasi 11 punti percentuali.

Il rublo vanifica i guadagni conseguiti ieri

Forex: Super euro contro dollaro nonostante dati su inflazione deboli nell’Eurozona: Le oscillazioni in giornata sono state di 70 pips circa. Il dato sull’inflazione europea non ha influenzato particolarmente il cross. Eurostat ha annunciato i dati finali sull’andamento dei prezzi al consumo nel mese di febbraio, spiega Filippo A Diodovich di Ig. L’indice armonizzato ha mostrato una crescita dello 0,7% (stima flash 0,8%, a gennaio 0,8%), evidenziando quindi un rallentamento rispetto al mese precedente.

Terzo giorno di ribasso per il rublo

Guardando più da vicino i dati notiamo che alcuni paesi (Grecia, Cipro, Portogallo, Slovacchia) della Zona Euro si trovano in una situazione di deflazione (prezzi al consumo in calo). Crediamo che il Consiglio Direttivo della BCE possa rivedere le proprie stime su inflazione e cambiare la “stance” immobilista. I rischi di “deflazione” per alcuni paesi europei sono molto elevati e la BCE dovrebbe intervenire pesantemente sui mercati per sostenere la crescita dei prezzi al consumo.