Il seminario di Saxo Bank sul rischio di cambio in azienda

di Simone Ricci Commenta

Fra quattro giorni esatti Saxo Bank, celebre banca d’investimento danese, e Aiti (Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa) organizzeranno a Milano un convegno piuttosto interessante: l’argomento da dibattere sarà quello del rischio di cambio all’interno delle aziende, una problematica attuale e da approfondire. L’obiettivo che si è posto il gruppo scandinavo è quello di migliorare la competitività delle imprese ed è per questo motivo che si è deciso di coinvolgere anche i tesorieri, visto che il seminario è rivolto proprio a quest’ultima figura professionale.

D’altronde, questa banca si sta rivelando molto interessata ad argomenti del genere, soprattutto dopo che Saxo Bank ha evitato i prezzi ingannevoli proprio per quel che riguarda il Forex. Di cosa parlerà esattamente il seminario del prossimo 28 novembre? Entrando maggiormente nello specifico, c’è da dire che si parlerà della gestione della volatilità e dei suoi impatti sui cambi dei costi e dei ricavi, in modo da rendere più competitive ed efficaci le aziende all’interno del mercato internazionale. Come è noto, infatti, il rischio in questione è perfettamente capace di influenzare in modo significativo gli introiti dell’impresa stessa, ma può anche essere mutato in un vero e proprio vantaggio competitivo. Ecco perché Saxo Bank ha deciso da tempo di mettere a disposizione un apposito servizio, ovvero quello per la gestione dinamica delle coperture.

Tramite quest’ultima, inoltre, i margini industriali possono essere salvaguardati e tutelati, venendo incontro ai cambi più interessanti del mercato. La gestione tradizionale, al contrario, si basa essenzialmente su modelli statici e su periodi temporali troppo brevi. Il convegno sarà dominato dagli interventi e dai racconti di due aziende che hanno potuto sfruttare con successo i servizi della banca di Copenaghen: si tratta di Wp Lavori in Corso, attiva nella distribuzione del marchio Woolrich (abbigliamento) e di E4Computer, vale a dire la società che fornisce l’hardware necessario al Cern (l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare) di Ginevra.