Sterlina in crescita contro euro

di Roberto Commenta

La sterlina britannica continua a guadagnare terreno nei confronti dell’euro. La ragione sembra essere fondamentalmente riconducibile alla profonda crisi che sta colpendo l’economia cipriota, che sta facendo correre ai ripari numerosi investitori, desiderosi di acquistare asset in valuta d’oltre manica al fine di porsi al riparo dalle turbolenze dell’area euro. Occorrerà tuttavia comprendere se tale trend possa o meno continuare anche nel futuro a breve termine.

Per ora, la sterlina ha toccato i massimi livelli nel corso delle ultime sei settimane nei confronti della valuta unica, tagliando così il proprio declino trimestrale a soli 4 punti percentuali. L’avanzamento delle quotazioni della sterlina – che potrebbe subire una pronta battuta d’arresto – è avvenuto nonostante la maggior parte degli economisti avesse predetto che oggi il governo sarà costretto a confermare il calo del prodotto interno lordo locale per il quarto trimestre 2012. 

Intanto, la sterlina si sta apprezzando per 0,3 punti percentuali a 84,58 pence per euro, dopo aver superato le soglie massime dall’11 febbraio ad oggi. Nel corso degli ultimi tre mesi, la sterlina ha comunque perso 3,8 punti percentuali nei confronti dell’euro, mentre la valuta unica europea sta perdendo 0,7 punti percentuali, e il dollaro ha guadagnato 2,8 punti percentuali. Secondo quanto ricordava il focus condotto da Bloomberg, lo yield sul gilt a 10 anni ha perso 3 punti base, a 1,76 punti percentuali, dopo aver toccato 1,75 punti percentuali.

La giornata di oggi sarà particolarmente importante per l’area euro, visto e considerato che – oltre a quanto sta accadendo a Cipro (qui abbiamo recentemente parlato dell’approvazione del piano di salvataggio di Cipro, raggiunto pochi giorni fa), con le banche in corso di graduale riapertura – le attese degli economisti internazionali sono concentrate su quanto accadrà in Italia, con il leader Pd e incarico premier Pierluigi Bersani, che sta portando a termine il giro di consultazioni per cercare, faticosamente, una maggioranza di governo.