La sterlina e l’influenza dell’inflazione

di Paolo Valori Commenta

Photo Credits - Andreas Solaro - AFP - Getty Images - 184065881L’inflazione della Gran Bretagna ha prodotto i primi effetti sul mercato. Effetti che si sono andati a creare per via di un’evidente inflazione, inflazione che a colpito il mercato della Gran Bretagna, un mercato che comunque continua ad essere un chiaro punto di riferimento in quella che è l’economia mondiale, soprattutto per quanto riguarda il ramo dell’Unione Europea e nel settore dei cambi.

L’evidente reazione a ribasso della sterlina è stata chiaramente legata ai dati negativi sull’inflazione britannica, inflazione che non poteva colpire la moneta nazionale. Il pound si è ritrovato a scendere fino a 1,5854. Un 1,5854 che evidenzia un minimo rispetto al dollaro che non si registrava da 2 mesi a questa parte. La prospettiva di una stretta monetaria da parte della Bank of England è stata chiaramente allontanata dall’attesa dell’inflazione e del possibile calo. I dati dell’inflazione si attestano a un +2,2% in quello che è stato il mese di ottobre rispetto a un 2,5% delle stime.  Per il momento oltre la manica si guarda all’Inflation Report della Bank of England che dovrebbe riportare una revisione delle stesse stime su quella che è l’economia, sia sul lato della crescita e dell’inflazione.

Notizie che arrivano dalla Gran Bretagna e che hanno influenzato diversi settori dell’economia. Notizie ed eventi che avranno chiaramente degli sviluppi nei prossimi giorni. Una situazione, del resto, del tutto diversa da quella che si è registrata nei giorni scorsi, da quella che è stata l’Analisi Forex GBP/USD alla situazione italiana dei Btp, come nel caso di Ig Markerts sui Btp Italia: analisi.

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