Stress-test Spagna in arrivo

di Francesco Giocondo Commenta

I mercati azionari mondiali virano in negativo per il close settimanale che decreta anche la chiusura mensile di settembre 2012. Il mese, che doveva essere quello della ripresa di quota, si è rivelato essere fortemente incerto negli scambi ed a conti fatti è tornato sulle Piazze anche il pericolo spread, nonostante il restringimento avuto negli ultimi due mesi.

La forte  componente negativa ha trascinato al ribasso tutti i settori, anche se buona parte delle preoccupazioni sono rivolte al bancario; la chiusura di giornata ha visto a Piazza Affari (ma anche in tutte le altre Borse Europee) ribassi accentuati su specifici titoli del settore in questione, fulcro della crisi e del rilancio dell’economia.

Il crollo a fine giornata finisce con la chiusura delle Borse ed il Forex ne beneficia immediatamente; la negatività derivante dal comparto azionario non interessa l’Euro, che invece di suo continua a puntare verso l’alto amplificando le aspettative di lungo termine. Anche se la crisi in USA è passata e la ripresa probabilmente sarà veloce, l’Euro ha ancora prospettive rialziste nel medio termine, come dimostra il grafico a 4 ore.

Lo stress test delle banche Spagnole ha fatto emergere dati contrastanti; servono 59,3 miliardi di euro per affrontare la situazione di crisi, che vanno ad aggiungersi ai precedenti aiuti. Quattordici le banche esaminate, di cui sette hanno necessità di ricapitalizzazione. Dei 59,3 miliardi di euro, 49 riguardano le banche nazionalizzate (Bankia, Catalunya Caixa, Novagalicia, Banco de Valencia, Banco Mare Nostrum). BBVA, Santander ed altri 5 istituti invece hanno superato il test e risultano “in ordine”.