Super dollaro grazie alle mosse di Bernanke

di ND82 Commenta

forex marketLe parole di mercoledì sera di Ben Bernanke hanno scosso i mercati finanziari, che ora vedono vicini il ritiro delle misure straordinarie di politica monetaria che la FED ha portato avanti finora da oltre 4 anni. L’istituto monetario di Washington sembra intenzionato a ridurre il ritmo degli acquisti di bond già a partire da fine anno, per poi azzerare il quantitative easing entro metà 2014. Un ostacolo alla exit strategy programmata dalla FED potrebbe essere un’improvvisa frenata dell’economia Usa, ma al momento l’ipotesi sembra poco probabile.

Mentre le borse mondiali hanno accusato il colpo con pesanti cali, sul forex è tornato in auge il dollaro americano che nelle ultime sedute avevano sofferto molto contro quasi tutte le principali valute. In particolare il tasso di cambio euro-dollaro è crollato fin sotto 1,32, toccando il minimo più basso da quasi due settimane a 1,3160. Tre giorni fa, poco prima delle decisioni della FED, il cross saliva fino a 1,3416 ai top da oltre 4 mesi.

CAMBIO EURO-DOLLARO SOPRA 1,34 IN ATTESA DELLA FED

La situazione sembra ora essersi capovolta, ma da un punto di vista tecnico il trend rialzista di breve-medio periodo del cross Eur-Usd non è stato ancora totalmente ribaltato. In effetti, l’effetto-Bernanke ha prodotto un sell-off rilevante ma fino all’area di supporto giornaliera posta tra 1,3180 e 1,3150. Qui sono scattati acquisti automatici dei trader di breve periodo, che hanno generato un rimbalzo tecnico con ritorno a in area 1,3240. Tuttavia, il trend sembra ora decisamente favorevole al dollaro americano, per cui un eventuale ritracciamento verso area 1,3280-1,33 potrebbe essere un’ottima opportunità di vendita a basso rischio per i trader di breve termine.

Il dollaro Usa ha messo a segno rialzi davvero notevoli anche nei confronti di altre valute del G-10. Il cross dollaro-yen è salito fino in area 98,30, ai massimi da una settimana. Il cambio sterlina-dollaro è crollato fino a 1,5413, sui livelli più bassi da circa tre settimane. E poi ci sono i rialzi del greenback contro le valute dei paesi emergenti (in particolare real brasiliano, rand sudafricano e lira turca) e contro dollaro canadese, dollaro australiano e dollaro neozelandese.