Tassi, la Fed rinvia il rialzo e l’euro si stabilizza

di Paolo Valori Commenta

Attesa per giovedì la riunione Bce, che potrebbe stimolare un'estensione del QE.

Vige un maggiore equilibrio, nelle ultime ore, sul fronte delle principali valute. Un equilibrio che ‘condiziona’ i trader sul Forex. L’euro si è infatti stabilizzato rispetto ai valori della vigilia in confronto al dollaro: la moneta unica europea è scambiata a 1,116 dollari. Nella giornata di ieri la Bce l’ha rilevata a 1,1156 dollari.

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La situazione generale vede un lieve rialzo per le Borse europee in apertura di mattinata. Piazza Affari si è attestata di poco sopra la parità così come Parigi, Francoforte e Londra. La Federal Reserve, sulla falsa riga dei dati deludenti relativi al rapporto sull’occupazione statunitense, ha rinviato la stretta sul rialzo dei tassi.

Ciò agevola i mercati, ulteriormente stimolati dalle decisioni della Banca centrale australiana di lasciare i propri tassi invariati. Tassi che, dopo i tagli di agosto, sono ai minimi storici. La Bce, da par suo, si riunirà giovedì. Le previsioni dei mercati parlano di un’estensione del Quantitative easing oltre il marzo del prossimo anno. Tuttavia, da Francoforte si vocifera che Draghi potrebbe aspettare la riunione di dicembre per l’annuncio. Anche in attesa di questi chiarimenti, dopo i rialzi di agosto, nelle sale operative c’è chi predica molta cautela.

Si registra, poi, una crescita inferiore al previsto per gli ordini di fabbrica in Germania nel mese di luglio. Stando ai dati comunicati dal ministero dell’economia sono cresciuti dello 0,2% rispetto allo 0,5% stimato da Bloomberg. A rallentare è stata la domanda interna mentre cresce quella destinata all’area euro. A livello di Eurozona rallenta la crescita del Pil: dopo l’incremento di 0,5% fatto segnare nel primo trimestre 2016, nel secondo la crescita è stata di 0,3% nella zona euro e 0,4% nella Ue-28. A rivelarlo è l’Eurostat, che per l’Italia conferma la crescita zero già diffusa dall’Istat. Su base annuale il Pil dell’Eurozona è salito di 1,6% e quello dell’Ue-28 di 1,8%, rallentando anche in questo caso sull’1,7% e 1,9% del trimestre precedente. In Italia la crescita annuale è confermata a 0,8%. L’inflazione annuale nell’area Ocse rallenta intanto a luglio allo 0,8%, 0,1 punti in meno di luglio. Negli Usa, poi, si guarda all’indice Ism non manifatturiero (l’agenda).