Vendite al dettaglio ottobre 2012 Italia

di Roberto Commenta

Secondo quanto afferma l’Istat, nel corso del mese di ottobre 2012 le vendite al dettaglio in Italia avrebbero subito un calo dell’1,3 per cento rispetto a settembre 2012 per quanto riguarda i prodotti alimentari, e dell’1 per cento per quanto invece riguarda i prodotti non alimentari. L’Istituto nazionale di statistica sottolinea in fatti come nel corso del decimo mese dell’anno l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio avrebbe segnato una flessione di un punto percentuale, per il quarto calo mensile consecutivo.

Lo stesso Istituto precisa altresì che nella media del trimestre agosto-ottobre 2012 l’indice è diminuito dello 0,5 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Su base annua, invece, l’indice grezzo del totale delle vendite ha fatto registrare una diminuzione del 3,8 per cento, con flessioni del 2,9 per cento per i prodotti alimentari e del 4,0 per cento per quelli non alimentari. Nel confronto con settembre 2012, continua la nota statistica, le vendite diminuiscono dell’1,3 per cento per i prodotti alimentari e dell’1,0 per cento per quelli non alimentari.

La tendenza alla flessione delle vendite al dettaglio potrebbe proseguire anche nel corso dei prossimi mesi, andando in tal modo a prolungare ulteriormente un trend piuttosto deprezzante, e significativo per il potere d’acquisto e la capacità di spendita delle famiglie italiane. Continueremo a monitorare i dati macroeconomici ufficiali anche nel corso delle prossime settimane.Quanto a canali distributivi – precisava una nota di Adnkronos in proposito, “le vendite mostrano, nel confronto con ottobre 2011, una diminuzione sia per la grande distribuzione (-4,8 per cento) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-3,0 per cento). Nei primi dieci mesi dell’anno l’indice diminuisce dell’1,9 per cento su base annua, come risultato di un calo contenuto delle vendite di prodotti alimentari (-0,4 per cento) e di una flessione più marcata di quelle di prodotti non alimentari (-2,5 per cento)”.