Volatilità del peso messicano ai massimi da undici mesi

di Simone Ricci Commenta

Mexico City, MEXICO:  A sample of the new 50 Mexican pesos' note made out of polymer material to hinder its forgery, 14 November, 2004 in Mexico City. AFP PHOTO/Alfredo ESTRELLA  (Photo credit should read ALFREDO ESTRELLA/AFP/Getty Images)La volatilità del peso messicano è salita fino al suo picco più alto da undici mesi a questa parte, prolungando di conseguenza questo “rally” a cinque mesi di seguito (vedi anche Si riduce la volatilità del peso messicano). L’ennesimo rialzo è stato provocato dagli investitori finanziari, secondo cui ci dovrebbe essere un miglioramento per quel che riguarda l’outlook delle esportazioni, ma tenendo anche conto della speculazione relativa al fatto che la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, potrebbe tornare a introdurre misure di stimolo all’economia.

La volatilità storica a cadenza trimestrale, misura che serve a quantificare in maniera esatta la grandezza delle fluttuazioni di questa divisa in un periodo di tempo ben preciso, è cresciuta fino al 12,78% presso Città del Messico. In pratica, si tratta del valore massimo dallo scorso mese di agosto, stando almeno ai dati che sono registrati dall’agenzia americana Bloomberg. In aggiunta, la valuta centroamericana ha subito una leggera modifica nel cambio con il dollaro, poco al di sotto dei 13 pesos per la precisione. Mentre le stime più recenti hanno messo in luce dei miglioramenti per quel che concerne il settore manifatturiero a stelle e strisce e il mercato del lavoro, carburante vero e proprio per la speculazione circa la Fed (come anticipato in precedenza), gli ultimi dossier hanno evidenziato anche una maggiore fiducia nella seconda economia dell’America Latina, appunto quella del Messico.

Quest’ultimo, inoltre, è solito inviare circa l’80% delle sue esportazioni, quindi la stragrande maggioranza, al suo vicino settentrionale, gli Stati Uniti per l’appunto. L’ottimismo economismo del paese non si è ancora modificato. I cambiamenti, però, si sono verificati in relazione alle condizioni della liquidità a livello globale. Infine, i rendimenti dei principali titoli obbligazionari governativi (quelli in scadenza nel 2024) sono aumentati di venti punti base (+0,2%), raggiungendo nelle ultime due settimane quota 5,64%, mentre il ritorno economico è sceso oggi di cinque punti base.