Yen giapponese in forte crescita

di Paolo Valori Commenta

Lo Yen Giapponese si appresta al giro di boa dell’anno con un saldo positivo rispetto alle altre principali valute mondiali complici le tensioni geopolitiche in Russia-Ucraina e Iraq che hanno spinto gli investitori verso asset considerati rifugio come la valuta nipponica. Reduce dalla vigorosa discesa dello scorso anno (-27% rispetto all’euro) lo Yen mostra così un saldo da inizio anno positivo di oltre il 3% rispetto al dollaro usa, mentre rispetto all’euro il progresso arriva a sfi orare il 5%.

Relativamente all’evoluzione dello Yen nella restante parte dell’anno le aspettative sono di una ripresa del movimento ribassista sotto la spinta dell’azione della Bank of Japan (BoJ) che potrebbe aumentare ulteriormente l’immissione di liquidità sul mercato al fi ne di sostenere la crescita economica e la risalita dell’infl azione verso il target del 2% spiega Rbs bank. Quest’anno il Giappone potrebbe essere tra le poche economie avanzate a vedere rallentare la propria crescita dopo il +1,6% del primo anno di “Abenomics”. Il Fondo Monetario Internazionale vede l’economia della terza potenza economica mondiale espandersi al ritmo dell’1,4%. Previsioni non rosee per il 2014 che hanno pesato anche sull’andamento del Nikkei che da inizio anno segna un calo di oltre il 5%.

Rallenta il deprezzamento dello Yen

Nel meeting di giugno la banca centrale nipponica ha confermato la sua politica monetaria mantenendo l’aumento della base monetaria al ritmo di 60-70 trilioni di yen all’anno. Il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, ha rimarcato che l’economia del Giappone si sta muovendo “più o meno all’interno delle aspettative” con la ripresa che dovrebbe continuare a ritmo moderato. Relativamente al trimestre in corso, il numero uno della BoJ rimarca come l’economia nipponica dovrebbe segnare una temporanea contrazione a causa dell’aumento dell’IVA scattato ad aprile. “La spesa delle famiglie rimane solida – ha detto Kuroda – con segni di miglioramento evidente delle condizioni di lavoro e redditi”.