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Il petrolio spinge su il dollaro canadese e australiano

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Il petrolio sale e spinge con se sia il dollaro australiano che quello canadese, storicamente sempre molto legati al prezzo dell’oro nero, e a farne le “spese” è il dollaro USA. La Russia e l’Arabia Saudita si sono accordate per il prolungamento degli accordi sulla riduzione della produzione petrolifera, e questo ha aumentato il prezzo del greggio. Conseguentemente la coppia USD/CAD è scesa dello 0,7%, attestandosi a quota 1,3619, mentre la coppia AUD/USD ha segnato un +0,7%, arrivando a 0,7438. Anche il dollaro neozelandese si è avvantaggiato della situazione, perché legato a quello australiano, e la coppia NZD/USD aumenta dello 0,57%, salendo a 0,6905.

Il dollaro Usa è dunque sulla difensiva, indebolito anche dai dati sull’economia degli Stati Uniti, che non hanno rispettato le previsioni. Ad incupire la situazione, anche le situazioni geopolitiche, con le tensioni continue che si registrano con la Corea del Nord, e che spingono al rafforzamento dello yen come bene rifugio. Per gli analisti, anche il cyber attacco del fine settimana, ha spinto la valuta giapponese, con il paese del Sol Levante, rimasto indenne dai ricatti dei pirati informatici. Questa mattina la coppia USD/JPY si è attestata a 113,47, mentre l’indice per il biglietto verde, registra una flessione dello 0,21%, a 98,84 punti. Anche l’euro si rafforza sul dollaro, con un +0,23%, attestandosi a 1,0956, così come la sterlina, che sale dello 0,34% sul dollaro, a 1,2933.