In una giornata convulsa sui mercati, dopo che lo spread tra titoli di stato greci e bund tedeschi a dieci anni ha toccato i 453 punti base – dopo tre giorni di espansione – si aggiunge un altro fattore d’incertezza. Una domanda: la Cina rivaluterà lo Yuan? Il ministro del Tesoro americano Tim Geithner ha incontrato il vice premier cinese Wang Qishan a Pechino. Non è possibile confermare che sia stato affrontato il tema valutario, ma è verosimile ipotizzare un confronto. In concreto, però, né da una parte né dall’altra arrivano conferme. “Per gli osservatori, riferisce l’Associated Press, un incontro di così alto profilo è un segnale che Stati Uniti e Cina possano essere vicini a una soluzione su un tema che ha già minacciato di pesare sulla cooperazione tra i due paesi sulla ripresa economica globale, sul programma nucleare iraniano e altre questioni”. Gli Usa, ma non solo, spingono da tempo perché Pechino ammorbidisca il controllo sulla moneta, che a detta di molti analisti è tenuta artificialmente a livelli bassi per favorire le esportazioni (con danno per i paesi concorrenti, che lamentano una disparità competitiva). Alcuni parlamentari americani – con una buona dose di supponenza – vorrebbero l’adozione di misure punitive contro le importazioni cinesi se Pechino non agirà entro breve. L’unica dichiarazione che è uscita dall’incontro, che somiglia più a una visita tra agenti segreti che funzionari pubblici, visto che sono rimasti tutti abbottonati, è stata quella del dipartimento del Tesoro statunitense: “C’è stato uno scambio di vedute sulle relazioni economiche tra Cina e Stati Uniti, sulla situazione economica globale e su questioni relative al secondo incontro US-China Strategical and Economical Dialogue“.
Cina, silenzio sullo Yuan
Di Redazione2 minuti di lettura