Usa sempre più in rosso, nel 2019 il buco federale toccherà i 9.000 miliardi. Questo è quanto emerge dal rapporto di metà anno elaborato dal Congressional Budget Office. Le stime sono decisamente peggiori delle precedenti, a febbraio il deficit previsto superava di poco i 7mila miliardi. Motivo della correzione il peggioramento del quadro economico generale, cui si aggiungono nei fatti alta disoccupazione e spesa pubblica al limite della sostenibilità, oltre ad un lungo periodo di debolezza economica.
Per la Casa Bianca – portavoce Christina Romer, capo dei consiglieri economici di Obama – “la disoccupazione toccherà il 10% per alcuni mesi e trimestri” e la recessione premerà ancora sui conti pubblici.
Da Washington spiegano che sull’uscita dalla crisi peserà una contrazione del Pil pari al 2,8%. Mentre per il 2010, il governo vede una moderata crescita del 2%, anche questa cifra è meno ottimistica rispetto al 3,2% messo in conto a febbraio. Numeri che “riflettono le nuove informazioni ricevute quest’anno sulla severità delle previsioni”, ha aggiunto Romer.
Guardando al breve, nel 2009 il deficit americano ammonterà a 1.580 miliardi di dollari, contro i 1.840 miliardi stimati a inizio anno. La spiegazione è che nei conti non rientrano i 250 miliardi accantonati, ma non ancora esauriti, per sostenere le banche in difficoltà.