Dimissioni del presidente di Barclays per manipolazione Libor

di Francesco Giocondo Commenta

“Lo scaricabarile finisce con me”. Con questa frase ad effetto il presidente di Barclays Marcus Agius si dimette nella giornata di oggi, a seguito dello scandalo sulla manipolazione dell’indice Libor. La risposta alle accuse arriva inaspettatamente con un gesto forte da parte del presidente, che si assume la piena responsabilità delle pratiche illecite e prova a mettere immediatamente la parola “fine” alle indagini, che però quasi certamente continueranno ad approfondire la questione.

Secondo i dati raccolti infatti il coinvolgimento di altre persone è ormai scontato; Diamond è ritenuto altrettanto responsabile riguardo le operazioni illecite sui tassi del Libor che sono fruttate decine di milioni di sterline.

Gli eventi dell’ultima settimana evidenziano standard di comportamento inaccettabili nella nostra banca che hanno assestato un colpo devastante alla reputazione di Barclays. Lo scaricabarile finisce qui. Devo riconoscere le mie responsabilità e farmi da parte

In realtà la storia non finisce ma inizia; se ripercorriamo le vicissitudini del presidente emerge immediatamente come il suo operato non sia mai stato del tutto condiviso dai correntisti e dagli investitori, che più volte lo hanno accusato per le perdite subite durante la crisi del 2008. Non è nuovo quindi Agius agli scandali finanziari e forse le sue dimissioni immediate hanno il solo scopo di “limitare” i danni alla sua immagine, quando però potrebbe ormai essere troppo tardi.

La questione Libor comunque non riguarda solo Barclays; secondo le primissime indiscrezioni il numero due di Bank of England Paul Tucker sarebbe stato a conoscenza delle pratiche illecite di Barclays e per questo viene considerato, allo stato attuale, un  complice diretto.

L’ultimo dettaglio emerso dalla vicenda risale al 2008; sarebbe sotto analisi un’intercettazione telefonica che vede coinvolta una persona di Barclays ed una della Bank of England, in cui vengono spiegati i motivi per cui la prima forniva previsioni sul Libor più alte rispetto al resto degli istituti.