Home Economia Il problema dei controlli valutari in Argentina

Il problema dei controlli valutari in Argentina

0

 I controlli valutari che sono stati imposti dal governo argentino nel novembre del 2011, oltre a quelli introdotti lo scorso anno, hanno complicato e non poco la vita dei turisti, dato che non è affatto semplice guadagnare l’accesso alla moneta estera di cui c’è bisogno per viaggiare. Le misure in questione sono comunque utili per sostenere una valuta come il peso argentino che è piuttosto indebolita, oltre che per mantenere un ammontare di capitale adeguato. Secondo le ultime indiscrezioni, questi interventi sulla divisa latino americana hanno peggiorato e non poco il rallentamento del peso stesso e stanno avendo un effetto ambiguo.

C’è anche chi sta tentando esperimenti che possono sembrare azzardati, ma che in realtà possono risultare utili: in particolare, si accettano i pagamenti in moneta locale al tasso di cambio ufficiale, in maniera da non perdere clienti e di attirarne di nuovi. Si tratta di un passaggio inusuale, ma non così raro come si potrebbe pensare. La stessa cosa, infatti, sta avvenendo a Miami Beach, località in cui non è infrequente che si accettino pesos argentini. Il problema della nazione sudamericana rimane sempre il medesimo, vale a dire l’impossibilità per molti cittadini di acquistare dollari americani. Sotto la pressione dei controlli a cui si sta facendo riferimento, gli argentini sanno bene di non poter acquistare più di cento dollari a testa per ogni singola giornata che viene trascorsa all’estero.

Due mesi fa, inoltre, il governo di Buenos Aires ha cominciato a introdurre provvedimenti molto severi per quel che concerne gli acquisti effettuati tramite carte di credito e di debito, imponendo di conseguenza una commissione pari al 15% su tutte le operazioni realizzate all’estero e addirittura un dazio doganale del 50% su tutti i prodotti riportati in patria. La situazione non è affatto pacifica e la speranza è che la severità possa essere allentata, non bisogna tutelare soltanto la moneta, ma anche i cittadini.