Dollaro. A quando la risalita?

di Daniele Pace Commenta

dollaro Il dollaro sta facendo penare la Comunità Europea perché la sua debolezza punisce le esportazioni UE. Ma la situazione si potrebbe invertire presto. I rendimenti dei Treasuries USA continuano a salire, fino al 2,9%, dopo che la Cina ha fatto trapelare la velata minaccia di sell-off, che naturalmente non verrà attuata, altrimenti crollerebbero i rendimenti a danno dei detentori. La tendenza ha comunque messo gli analisti in imbarazzo. Il rialzo dei rendimenti non sta sostenendo il dollaro, attirando i capitali negli Usa, come ci si aspetterebbe. Ma dalla Deutsche Bank sostengono che il trend sarebbe invece coerente con le leggi finanziarie. Questo perché c’è un sell-off sui Treasuries, e il mercato abbassa il prezzo aumentando i rendimenti. Questo perché si pensa che la bilancia commerciale americana stia peggiorando, con la riforma fiscale di Trump, che stimola l’economia americana in piena occupazione, portando ad aumentare le importazioni. Quindi, con la previsione di un aumento dei consumi domestici e delle importazioni, il dollaro dovrebbe indebolirsi, e questo trend sarebbe una previsione di questo indebolimento. La spiegazione di Deutsche Bank però cozza con gli storici sulle quotazioni del biglietti verde. Nonostante abbia perso quasi il 15% in un anno, 10 anni fa il dollaro era ancora più debole, se si considerano i tassi Fed del 5,5% con l’inflazione al 4%. La coppia EUR/USD era sopra a 1,45 un decennio fa. Questo indica che il biglietto verde era sostanzialmente ancor più debole prima della crisi.