Un anno di forex. Cosa ci aspetta nel 2019

di Daniele Pace Commenta

federal_reserveSiamo arrivati all’ultimo dell’anno (a proposito, auguri a tutti), e il forex tira le somme, con la stabilità che lo ha caratterizzato l’ultimo mese. Durante l’anno il mercato è stato messo a dura prova, dalle “intemperanze” di Trump, ma anche dalle crisi dei paesi emergenti, che hanno pagato l’instabilità politica, con la forte svalutazione delle loro monete. Nel precipizio è caduto il peso argentino, con svalutazioni fino al 40% e costi del denaro altissimi. Pesante anche la svalutazione della lira turca, con il braccio di ferro del premier Erdogan per la leadership sulla politica monetaria del paese. Poi il rand sudafricano. Volatilità, per questi mercati, è stata la costante.

Le coppie nel 2019

Ora la partita si sposta in America, dopo il botta e risposta tra Trump e la Fed, che ha fatto pensare anche al licenziamento del presidente Powell. Mnuchim ha rassicurato la Fed, rasserenando gli animi, ma la partita è solo sospesa.

L’Amministrazione americana non vuole un aumento dei tassi sul dollaro, che invece la Fed prevede per il 2019. Tre rialzi, per riportare il dollaro alla “normalità”. Ma bisognerà vedere se l’economia americana lo permetterà, per stessa ammissione della Banca centrale.

La Fed non potrà certamente ignorare i dati economici, con Trump che potrebbe scaricare sulla banca centrale tutta la colpa di un’economia debole, nel caso di un rialzo dei tassi.