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Afghanistan, la Kabul bank “non rischia il fallimento”

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 “Siamo la banca preferita dalla gente di questo paese”, recita lo slogan; forse corrotta ma non a rischio fallimento. La prima banca d’Afghanistan, la Kabul Bank (Kb), con il compito di custodire i salari di militari, poliziotti e insegnanti, non ha bisogno di essere rilevata dalla banca centrale. Lo ha assicurato ieri lo stesso governatore, Abdul Qadir Fitrat. I due responsabili dell’istituto, nonostante le accuse di corruzione scagliate dalla stampa Usa, non sono stati radiati ma hanno rassegnato le dimissioni “in seguito all’adozione di nuovi provvedimenti che impediscono agli azionisti di occupare posizioni di responsabilita”. Un’iniziativa della stessa Kabul Bank, ha spiegato Fitrat. Ad aver lanciato le accuse più dure è stato il quotidiano Washington Post scrivendo che l’istituto centrale aveva deciso di prendere il controllo della banca per prevenire il fallimento. La Kb è di proprietà al 7 per cento di Mahmoud Karzai, fratello del presidente Hamid, ed “effettua i pagamenti dei salari dei soldati, poliziotti e insegnanti afghani e ha accumulato – riporta il quotidiano – più di un miliardo di dollari di depositi afghani ordinari”. Di recente la banca centrale ha ordinato a numero uno della Kb, Sherkhan Farnood, di restituire proprietà per 160 milioni di dollari acquistate a Dubai per se stesso e persone vicine.