Ennesima giornata difficile per le Borse Europee e Mondiali. Ribassi ovunque affondano le blue-chips ma anche le aziende a più bassa capitalizzazione devono fare i conti con il down-trend persistente. Tra queste spunta una nuova sorvegliata speciale a Piazza Affari; Geox. Il titolo da diverso tempo si è guadagnato una fama particolare, attirando speculatori anche dall’estero grazie ai movimenti intraday molto estesi.
Il titolo ha visto il suo massimo nella prima parte del 2007. Dopo questo periodo, in cui quotava oltre 14 euro per azione, la strada in discesa ha spinto costantemente il titolo a segnare nuovi minimi scendendo anche sotto i valori registrati nel non troppo lontano 2005. Leggi tutto l’articolo
Il Paese si è confermato negli ultimi giorni una vera e propria “mina vagante”. Il fallimento di Bankia e la sua nazionalizzazione si sono concluse con un monito direttamente dal Governo: “non più un euro per Bankia”.
A peggiorare la situazione già estremamente difficile dell’istituto di credito (sfuggito, per qualche strana ragione, al controllo delle agenzie di rating che invece sembrano tanto prevenute sul settore) arrivano le dirette conseguenze del crollo; oltre un miliardo sono gli euro prelevati dai correntisti, ed ora dopo il fallimento potrebbe arrivare il collasso definitivo. Leggi tutto l’articolo
Nel corso dell’ultimo mese le vendite di auto hanno fatto riscontrare la migliore performance degli ultimi quattro anni, con un ritmo di incremento negli acquisti che non ha avuto eguali dal 2008 ad oggi. Certo, è ben difficile potersi ritenere soddisfatti di quanto sta realizzando oggi il mercato delle quattro ruote. Tuttavia, visto e considerato che si veniva da un periodo più nero che grigio, i dati pubblicati dall’Automotive Group di Ward non possono che costituire elemento di positività e ottimismo.
Le vendite di auto avrebbero infatti superato quota 14 milioni di unità annualizzate in ognuno dei 4 mesi dell’inizio del 2012, per la prestazione più forte dall’inizio del 2012. A sorridere è soprattutto General Motor, il leader mondiale nel comparto, che ha dovuto ritoccare al rialzo le proprie previsioni di vendita per il 2012. Ford Motor ha invece reso noto che dovrà ripotenziare i ritmi di produzione nelle fabbriche, mentre la Chrysler ha in mente nuove assunzioni grazie all’aumento della domanda. Leggi tutto l’articolo
Ieri abbiamo esaminato, pur brevemente, le caratteristiche della stella della sera (evening star), indicandola come un segnale di arresto del trend al rialzo. Considerato che oggi è la volta di un breve esame della stella del mattino (morning star), è intuibile che la stessa figura a tre stelle sarà rappresentata da un segnale di inversione di tendenza “positivo”, riscontrabile al termine di un lungo o medio periodo di ribasso.
Ne deriverà, altresì, che graficamente la stella del mattino sarà l’opposto della stella della sera, con l’alternanza di una prima candela rappresentata da una long black candle, una seconda candela (bianca o nera) e una terza candela bianca che andrà a penetrare il real body della prima candela, generando di fatto un gap tra le prime e le terze candele. Ma spiegamo in maggior ordine il grafico a tre figure. Leggi tutto l’articolo
Risultati allarmanti per il debito pubblico italiano; l’impennata avuta a marzo potrebbe avere ripercussioni gravi sul sistema economico finanziario ed anche se le aste di titoli di Stato non sono state disturbate, i numeri non sono convincenti.
A febbraio il debito pubblico italiano si attestava a quota 1928.266 miliardi di euro mentre a gennaio si era rivisto il record a quota 1934.980 miliardi di euro. Le finanze pubbliche hanno poi registrato in marzo un nuovo record, oltre la soglia di 1946,083 miliardi di euro che ora spaventa gli investitori.
Il periodo difficile per l’intera zona Euro vede una costante rivalutazione dei debiti sovrani, ma con questo non vuol dire che il rischio di insolvenza sia diventato maggiore; la rivalutazione delle somme di debito si deve a tanti fattori, non ultimo i tassi di interesse ancora troppo alti rispetto ai periodi più “tranquilli”. La domanda sui titoli di Stato rassicura comunque gli investitori e gli Italiani; il debito è alto, ma ancora sotto controllo ed il rischio insolvenza per il momento è inesistente, visto che con tassi tutto sommato modesti la raccolta continua ad avere esito positivo. Leggi tutto l’articolo
Le elezioni in Francia si sono concluse con un risultato che non sorprende; era infatti ormai scontato per i più che a spuntarla sarebbe stato Hollande e che invece l’ex presidente aveva ormai il futuro segnato, visti i precedenti e l’atteggiamento “poco presidenziale” portato avanti durante tutto il suo mandato.
La Francia quindi si rivaluta scoprendosi seria e determinata; Hollande ha già fatto il suo primo volo “diplomatico” verso la Germania ed ha già annunciato di voler proporre un piano di crescita e rigore non solo al suo Paese ma a tutta l’Eurozona, sempre più nel caos tra Spagna e Grecia.
Proprio Atene è invece ancora in bilico; il Presidente attualmente in carica non riesce a formare un Governo di Unità viste le correnti di pensiero estremamente diverse che animano il dibattito politico. Si parla in ugual misura di aiuti Europei e di uscita dall’area Euro, anche se le conseguenze sembrano essere imprevedibili sia per la Grecia sia per l’Unione Europea. Leggi tutto l’articolo
Le elezioni sono giunte a conclusionee Francois Hollande è il settimo presidente della quinta Repubblica francese, nonchè il 24° della Francia.
L’insediamento avviene in un periodo estremamente difficile; in tutta Europa gli occhi sono puntati alla moneta Unica, che non riesce più a tenere uniti i Paesi e dare certezze agli investitori, perdendo terreno rispetto ai concorrenti e contribuendo al fallimento dell’area Euro. La posizione di forza della Francia ha cominciato a vacillare negli ultimi mesi, quando anche la Germania ha iniziato ad escludere l’ex presidente dalle decisioni relative alle politiche monetarie e non solo. L’attenzione mediatica rivolta alla Grecia ed alla Spagna sembra essere riuscita a deviare completamente l’interesse verso i problemi interni della Francia; in Eurozona la crisi ha colpito tutti indistintamente, salvando forse solo la Germania che stupisce per la tenuta del mercato e per l’andamento delle aste di titoli Tedeschi, arrivate ormai a rendimenti impossibili. Leggi tutto l’articolo
Nel clima di incertezza non tutto sembra essere così imprevedibile; l’andamento delle aste dei titoli di Stato rispecchia in ogni Paese le aspettative e non sorprende gli investitori “retail”, costretti a subire le manovre dei grandi attori del mercato.
L’uscita dei portafogli dall’azionario era praticamente scontata con la crisi dell’Euro e della Grecia; in qualsiasi modo la questione del Governo verrà poi risolta è chiaro che l’Eurozona si è trovata in difficoltà, messa in scacco da uno Stato che rinnega gli aiuti ricevuti e punta il dito verso un esecutivo troppo distante dalla realtà. L’affondo dei bancari dei giorni precedenti è un doppio segnale; la sfiducia verso gli investimenti a medio rischio sta lentamente crescendo ed il settore cardine del mondo dei mercati è il primo che ne risente con perdite che sfiorano i livelli di crisi. Allo stesso tempo è chiaro come il capitale che esce dall’azionario viene reindirizzato sempre in area Euro ma su strumenti diversi, come appunto i titoli di Stato. Leggi tutto l’articolo