Il gas si blocca sotto i colpi della burocrazia. La compagnia di stato ucraina, Naftogaz, ha fermato l’export di oro azzurro verso la Polonia. A diffondere la notizia è la società polacca PGNiG. La causa? Il parlamento di Kiev ha appena approvato una norma che richiede di vendere tutto il gas prodotto solo per consumi domestici. Immediata la risposta di Varsavia che ricorda a Naftogaz il dovere di “adempiere ai suoi obblighi ai sensi del contratto che scade nel dicembre del 2020″. Le parti stanno cercando di trovare un accordo per risolvere la diatriba ma la decisione sembra uno schiaffo per i polacchi visto che fino a poco tempo fa – come rivelato dal quotidiano Gazeta Wyborcza – la PGNiG aveva manifestato l’intenzione di favorire ulteriormente le importazioni di gas dall’Ucraina per arrivare a 200 milioni di metri cubi l’anno (contro i 9 attuali). Annota l’agenzia Apcom: l’Ucraina produce circa 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Naftogaz è tenuta a venderne il 90% per soddisfare il fabbisogno interno. La Polonia consuma 14 miliardi di metri cubi di gas all’anno e deve importare il 70% del totale.
8:30 – USD - High - Non-Farm Employment Change (previsto a -101K, precedente a -131K);
8:30 – USD - High - Unemployment Rate (previsto a 9.6%, precedente a 9.5%);
8:30 – USD - Medium - Average Hourly Earnings m/m (previsto a 0.1%, precedente a 0.2%);
10:00 – USD - High - ISM Non-Manufacturing PMI (previsto a 53.6, precedente a 54.3).
Di
Alberto Brambilla, in
Bce,
Fed.
I banchieri centrali più potenti del mondo hanno parlato quasi in contemporanea, roba da mondovisione. Ottimismo dalla Bce di Jean-Claude Trichet (sinistra), attacco alle grandi banche da parte dell’omologo americano, Ben Bernanke. L’economia europea è in ripresa, lo staff dell’Eurotower ha rivisto al rialzo le stime del Pil aggregato per 16 paesi della moneta unica e i tassi d’interesse rimangono per il 15esimo mese consecutivo incollati all’1 per cento. I governi hanno implementato le misure di stimolo ma c’è ancora lavoro da fare per chi è rimasto indietro. Al netto dell’incertezza permanente, Trichet, confida in una ripresa moderata anche nel secondo semestre. Bernanke, invece, dopo lo schiaffo di Jackson Hole, dove ha constatato che l’economia Usa è ancora in affanno, ha attaccato le grandi banche: “Se la crisi ha una lezione da insegnare – ha ammonito davanti alla Financial Crisis Inquiry Commission del Congresso – è che il problema del ‘too-big-to-fail’ deve essere risolto”. Non c’era possibilità alcuna di salvare Lehman Brothers, ha aggiunto, sarebbe stato “uno spreco di denaro”. Parole che arrivano dopo le accuse scagliate dall’ex manager dell’istituto Dick Fuld, additato come simbolo dello scempio di Wall Street. L’amministratore delegato aveva accusato governo e banca centrale di non aver fatto nulla per sollevare Lehman dall’oblio. Uno scambio di accuse che tuttavia fa trapelare, ancora una volta, l’impressione che la faccenda non sia ancora stata chiarita: al netto della scelleratezza di comportamenti a rischio da parte dei banchieri di chi è la responsabilità? Qualcuno ritiene che sarebbe bene chiedere a John Paulson, ex ministro del Tesoro.
Continuano i grandi movimenti intraday sul cambio Euro/Dollaro che sta offrendo tanti spunti operativi ai trader sia durante il giorno sia durante la notte. Al contrario però Usd/Jpy non trova soluzione, infilandosi in un laterale pericoloso che rischia anche di far invertire la rotta di Eur/Usd, almeno temporaneamente.
I due cambi sono legati tra loro e si contendono i maggiori volumi dell’intero Mercato Valutario e la situazione attuale è anomala e richiede l’avvio di una fase direzionale per compensare il laterale che si sta disegnando sul grafico orario; sotto a quota 83.98 Usd/Jpy andrà al ribasso fino a Martedì prossimo scendendo sotto i minimi del 24 Agosto, ancora inviolati, confermando anche il movimento su Eur/Usd. Leggi tutto l’articolo
8:30 – EUR - High - ECB Press Conference;
8:30 – USD - High – Unemployment Claims (previsto a 476K, precedente a 473K);
8:30 – USD - Medium - Revised Nonfarm Productivity q/q (previsto a -1.9%, precedente a -0.9%);
8:30 – USD - Low - Revised Unit Labor Costs q/q (previsto a 1.3%, precedente a 0.2%);
9:00 – USD - Medium - Fed Chairman Bernanke Testifies;
10:00 – USD - High - Pending Home Sales m/m (previsto a -1.3%, precedente a-2.6%);
10:00 -USD - Medium - Factory Orders m/m (previsto a 0.4%, precedente a -1.2%);
10:30 – USD - Low - Natural Gas Storage (precedente a 40B).
“Siamo la banca preferita dalla gente di questo paese”, recita lo slogan; forse corrotta ma non a rischio fallimento. La prima banca d’Afghanistan, la Kabul Bank (Kb), con il compito di custodire i salari di militari, poliziotti e insegnanti, non ha bisogno di essere rilevata dalla banca centrale. Lo ha assicurato ieri lo stesso governatore, Abdul Qadir Fitrat. I due responsabili dell’istituto, nonostante le accuse di corruzione scagliate dalla stampa Usa, non sono stati radiati ma hanno rassegnato le dimissioni “in seguito all’adozione di nuovi provvedimenti che impediscono agli azionisti di occupare posizioni di responsabilita”. Un’iniziativa della stessa Kabul Bank, ha spiegato Fitrat. Ad aver lanciato le accuse più dure è stato il quotidiano Washington Post scrivendo che l’istituto centrale aveva deciso di prendere il controllo della banca per prevenire il fallimento. La Kb è di proprietà al 7 per cento di Mahmoud Karzai, fratello del presidente Hamid, ed “effettua i pagamenti dei salari dei soldati, poliziotti e insegnanti afghani e ha accumulato – riporta il quotidiano – più di un miliardo di dollari di depositi afghani ordinari”. Di recente la banca centrale ha ordinato a numero uno della Kb, Sherkhan Farnood, di restituire proprietà per 160 milioni di dollari acquistate a Dubai per se stesso e persone vicine.
Dopo un giorno di incertezza il Mercato torna a salire vigorosamente sulla scia anche delle performance dell’azionario Europeo; la media mobile a 200 ore superata durante la notte ha fornito la giusta direzione del Mercato, dopo che gli indicatori principali di tendenza si sono girati al rialzo. La long white di qualche ora fa’ definisce quelli che sono i supporti da controllare nella giornata di oggi, di cui il primo a 1.2768 valido per lo short intraday controtendenza. Leggi tutto l’articolo
8:15 – USD - High - ADP Non-Farm Employment Change (previsto a 20K, precedente a 42K);
10:00 – USD - High - ISM Manufacturing PMI (previsto a 53.2, precedente a 55.5);
10:00 – USD - Low - Construction Spending m/m (previsto a -0.4%, precedente a 0.1%);
10:00 – USD - Low - ISM Manufacturing Prices (previsto a 55.5, precedente a 57.5);
10:30 – USD - Medium - Crude Oil Inventories (previsto a 1.3M, precedente a 4.1M);
10:45 – USD - Low - FOMC Member Duke Speaks.