Le Borse alzano la testa

 
Roberto
4 febbraio 2012
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Tregua temporanea o inversione sostenibile? In poche settimane, il sentiment sui mercati finanziari sembra essere cambiato.

I paesi emergenti hanno dato il “la” con una ripresa del dieci-quindici per cento, a immagine di Argentina (+14%) e Russia (oltre il 15%). In Europa, il recupero è iniziato. Il Paese più colpito dalla crisi, la Grecia, ha compiuto il rimbalzo più vigoroso (oltre il 16%) mentre la Germania è aumentata di quasi il 13%. La Francia ha registrato una performance più modesta, con il 6,5% per il CAC, perché le incertezze legate alla campagna elettorale ostacolano le iniziative. Eppure, la Borsa di Parigi è ai massimi da sei mesi e alcuni titoli di listino, come Alstom, Eiffage, Renault e Société Générale sono aumentati del 30% o più dall’inizio dell’anno.Questa evoluzione può sembrare paradossale, mentre nulla sembra essere prevedibile o inscrivibile in un piano preciso. La crisi in Europa persiste, le soluzioni al problema greco, annunciate come imminenti, sono inevitabilmente respinte o rinviate di summit in summit e la disoccupazione continua a crescere nei paesi del Sud.

Il nuovo comportamento dei mercati finanziari offre comunque una speranza, in quanto la vocazione dei mercati è quella di “anticipare”. Un cambiamento fondamentale si sta affacciando: non si creda più al peggio. Sembra che i leader, e non solo, abbiano acquisito la consapevolezza delle aberrazioni commesse solo poche settimane fa, quando gli investitori pagavano un interesse per poter acquistare il debito tedesco, tanto la psicosi della crisi era forte. Oggi, si comincia a tornare alla realtà.

Lo scenario dell’esplosione della zona euro è rimosso e accantonato, mentre la minaccia di una crisi sistemica sfuma e si allontana. A questo si aggiungano alcune “mosse vincenti”. I 500 miliardi iniettati dalla BCE per cercare di placare progressivamente i mercati, mediante una significativa e regolare riduzione del tasso di rifinanziamento del debito nazionale. O ancora l’esito positivo e soddisfacente delle ultime aste (in Italia e in Francia), con i rendimenti in calo.

Nel frattempo, le banche centrali continuano a inondare il mondo di liquidità a tassi estremamente bassi. I mercati del credito dovrebbero beneficiarne e, una volta rianimati, si potrà parlare concretamente di crescita e occupazione. Tutto questo richiederà del tempo, grande savoir-faire e virtuosità da parte delle banche centrali e una buona dose di psicologia per impedire il ritorno della “grande paura”.

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