Brexit e volatilità, Sterlina giù

di Paolo Valori Commenta

La valuta si è portata ai minimi da tre settimane a questa parte perdendo terreno contro tutte le principali divise concorrenti.

Solo pochi giorni fa, i sondaggi in vista del referendum sulla Brexit del prossimo 23 giugno mostravano i favorevoli alla permanenza in crescita, con i bookmakers che prendevano nota del trend che si andava via via creando relativamente ai supporters dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue.

A sign is seen at The Bank of England in London, Tuesday, Oct. 7, 2008.Shares at numerous British banks began falling as soon as the London Stock Exchange opened on Tuesday morning. RBS' shares were hit the hardest, after having its credit rating downgraded by a leading credit agency on Monday, with falls of 39 percent to 90 pence (US$1.56). Financial regulators halted trading in the shares (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)

Al contempo gli analisti mettevano in guardia sulla possibile volatilità delle giornate a seguire. E, puntuale, quest’ultima è tornata a farla da padrona. A scatenare le preoccupazioni sono nuovi sondaggi, che ribaltano le convinzioni di poche settimane fa: uno di YouGov per il network ITV colloca l’uscita dall’Europa al 45%, davanti a chi voterebbe per restare (41%). Un altro sondaggio di TNS indica la Brexit al 43% e il “sì” all’Europa al 41%.

La prima ripercussione è giunta sulla sterlina. La valuta si è portata ai minimi da tre settimane a questa parte perdendo terreno contro tutte le principali divise concorrenti: è arrivata a lasciare sul terreno oltre l’1% sul dollaro a 1,435. L’euro conclude la sessione sopra 1,13 dollari, livello raggiunto venerdì dopo che i deludenti dati sul lavoro Usa hanno assottigliato le possibilità di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve: la moneta europea passa di mano a 1,1366 dollari e 122,089 yen.

I mercati Ue tengono botta: Piazza Affari manda in archivio il lunedì in rialzo dello 0,74% dopo un inizio in rosso con osservato speciale il Banco Popolare, al primo giorno di capital increase. Ancora sotto pressione Unicredit in attesa del nuovo amministratore delegato. In terreno positivo le altre Borse: Londra si rafforza al +1,03%, Francoforte recupera lo 0,18%, mentre Parigi chiude invariata (+0,04%). L’incertezza è maggiore sui titoli di Stato: lo spread tra Btp e Bund è in rialzo a 140 punti dopo aver chiuso venerdì scorso a 127 punti, mentre il rendimento si attesta all’1,48%. Wall Street, reduce da una settimana nervosa, tratta cauta: alla chiusura degli scambi nel Vecchio continente, il Dow Jones sale dello 0,65%, Nasdaq e S&P 500 si apprezzano dello 0,5%.