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Come indebolire il dollaro neozelandese?

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Il dollaro neozelandese deve fare i conti con una serie di scommesse al ribasso per quel che riguarda le sue previsioni future: tutto dipende essenzialmente dal fatto che il nuovo governatore della banca centrale ha affermato che c’è poco da fare per limitare i rialzi. In effetti, la divisa oceaniana è stata protagonista in questo 2012 di un incremento molto vicino ai quattro punti percentuali, la migliore performance in assoluto tra le dieci principali divise dei mercati sviluppati. Dopo aver rivisto al ribasso le stime di fine anno fino a una media del 6%, gli analisti finanziari si sono ora sbilanciati con un 5,1%.

La Nuova Zelanda sta beneficiando di un momento economico davvero florido, con i prezzi immobiliari in ripresa e una crescita interessante della domanda di beni e servizi. Secondo lo stesso governatore Graeme Wheeler, perfino i bassi tassi di interesse, il principale strumento per scoraggiare gli speculatori, non sono in grado al momento di indebolire la moneta. Tra l’altro, si sta parlando di uno dei pochi paesi al mondo che è capace di offrire il miglior bilanciamento tra i rendimenti effettivi e la sicurezza. L’aumento rispetto al dollaro americano è stato piuttosto evidenti in questi undici mesi, con un +4,4% che ha incoronato il Kiwi per quel che riguarda diversi panieri valutari.

Non è nemmeno possibile capire, a conti fatti, quale possa essere il fattore deciso per condurre a un deprezzamento significativo e importante nei tassi di cambio. Le soluzioni semplici non esistono e si vorrebbe spazzare via ogni dubbio già nel breve termine. Wheeler, in carica dallo scorso mese di settembre, ha mantenuto finora il principale tasso di interesse invariato al 2,5%, la seconda percentuale più alta dopo quella dell’Australia (3,25% per la precisione): il confronto con due potenze mondiali come il Giappone e gli Stati Uniti è inequivocabile, con questi ultimi due paesi fermi a quota zero.