L’Fmi risolleva le sorti del leu dopo tre giorni

di Simone Ricci Commenta

È bastato che l’ultima missione del Fondo Monetario Internazionale annunciasse la proposta di estendere l’accordo con la Romania di tre mesi per risollevare la situazione del leu: la valuta ufficiale della nazione dell’Europa orientale si è rafforzata infatti per la prima volta negli ultimi tre giorni, con l’organizzazione di Washington che ha consentito in questa maniera di completare nuove vendite di assets finanziari. La divisa rumena si è apprezzata di 0,2 punti percentuali, rispetto all’euro, fermandosi a quota 4,3854 presso la Borsa di Bucarest.

Allo stesso tempo, i rendimenti dei titoli obbligazionari del paese che sono denominati nella valuta comunitaria sono scesi di due punti base (-0,02%): i bond in questione, previsti in scadenza nel 2019 rendono ora il 3,85%. L’Fmi ha provveduto a revisionare al rialzo una intesa da cinque miliardi di euro sottoscritta con il paese: in questa maniera, ci sarà tempo fino a giugno per le vendite ricordate in precedenza, come auspicato e richiesto espressamente da Victor Ponta, primo ministro rumeno. Sempre a giugno, il Fondo ritornerà a Bucarest per decidere e valutare sui progressi della nazione. La situazione monetaria attuale è senza dubbio più incoraggiante rispetto a quella di fine 2012, quando il leu si deprezzò rispetto ai riferimenti precedenti, ma bisogna capire quanto durerà in termini effettivi.

Secondo analisti finanziari ed economisti del posto, il messaggio che è stato trasmesso in queste ore è senza dubbio positivo, visto che si sta parlando dei progressi della Romania per quel che riguarda la correzione dello sbilanciamento macroeconomico. In questo primo mese del 2013 il leu si è già apprezzato dell’1,4% rispetto all’euro, la migliore performance in assoluto tra le dieci divise “emergenti” del continente europeo, del Medio Oriente e dell’Africa, un primato di non poco conto. Gli ultimi interventi di sostegno valutario da parte della banca centrale si sono caratterizzati per la restrizione delle vendite denominate in leu.