Euro-Dollaro, cambio in discesa

di Paolo Valori Commenta

Cosa ha spinto le quotazioni al ribasso durante la settimana 'bearish'?

Settimana difficile, quella passata, per il cambio euro-dollaro. La valuta dell’Eurozona ha lasciato sul terreno 119 pip contro il dollaro e rotto al ribasso l’importante supporto di 1.08, tuttavia questa sarà la settimana di Janet Yellen e della FED.

Se l’analisi tecnica di EUR/USD suggerisce una prospettiva in discesa, la conferenza stampa del presidente della Federal Reserve potrebbe sorprendere.

Ma cos’ha spinto la quotazione al ribasso nel cambio Euro-Dollaro?

Le parole di Mario Draghi, numero 1 della BCE, ci hanno abituato a frequenti scosse al ribasso sul cambio euro-dollaro nelle occasioni in cui ha sostenuto con decisione misure di politica monetaria espansiva come il Quantitative Easing.

Questo è quanto si è ripetuto anche nella scorsa settimana e la possibilità che l’Eurotower metta in campo sforzi maggiori già dal prossimo marzo è stato il motivo principale per cui la quotazione di EUR/USD è tornata a scendere al di sotto della quota di 1.08.

La FED ha avviato nello scorso dicembre un programma di graduale rialzo del tasso d’interesse e nella sera del prossimo mercoledì potrebbe aver luogo il secondo passo o potrebbe essere confermato il tasso allo 0,5%.

Esiste tuttavia anche una terza alternativa: secondo quanto affermato da Janet Yellen, la FED potrebbe tornare sui suoi passi nel caso in cui la stretta monetaria statunitense avesse avuto ripercussioni negative nei mercati finanziari internazionali. Questo spiega come mai le turbolenze provenienti dalla Cina e il crollo dei maggiori indici azionari mondiali accrescano l’attenzione sulla prossima conferenza stampa del presidente della Federal Reserve.

Nel caso in cui la FED desse segnali di incertezza o addirittura riportasse il tasso d’interesse allo 0,25%, su EUR/USD assisteremo con buona probabilità ad una grande impennata della quotazione.