Gli effetti di uno Yen più forte

di Paolo Valori Commenta

La banca centrale giapponese ha già fissato il prossimo board, ma riuscirà ad essere risoluta e rafforzare la valuta?

Nella giornata di ieri l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha archiviato la seduta registrando un ribasso pari allo 0,41% a 17.012,44 punti. Il mercato azionario giapponese ha interrotto la serie positiva di inizio settimana che l’aveva condotta intorno ai massimi da tre mesi a questa parte, in relazione a un netto rafforzamento dello yen.

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Rafforzamento al quale ha fatto seguito il dato inferiore alle aspettative circa l’andamento del comparto dei servizi negli Stati Uniti in agosto e alle incertezze sulle strategie della Banca del Giappone. Altre piazze azionarie asiatiche, invece, rimangono ampiamente in territorio positivo per la crescente sensazione che la Federal Reserve rinvierà la stretta sui tassi di interesse americani.

Gli osservatori hanno pochi dubbi:

Uno yen più forte potrebbe aumentare la possibilità di nuovi stimoli monetari da parte della banca centrale nipponica, anche sotto forma di tassi ancora più negativi, il che finisce per pesare sui titoli bancari e assicurativi. Sotto pressione anche le azioni delle società esportatrici, a partire da quelle automobilistiche.

Secondo numerosi esperti, tuttavia, la banca centrale nipponica avrà difficoltà ad agire in modo risoluto al prossimo board del 20-21 aprile, tanto più che la riunione si svolgerà immediatamente prima di quella della Fed. Un autorevole consigliere economico del premier Abe, Koichi Hamada, ha in effetti consigliato pubblicamente alla BoJ di attendere le mosse della banca centrale americana. Ed e’ anche la percezione di una diminuzione delle chanches di nuove iniziative espansive da parte della BoJ – tra indiscrezioni su crescenti dissensi tra i suoi membri – a finire per rafforzare lo yen, pesando sui corsi azionari nipponici.