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Euro peggio del marco tedesco

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Secondo un recente sondaggio, la maggioranza dei cittadini della Repubblica federale tedesca (il 65 per cento) sarebbero convinti che senza l’euro si starebbe meglio. Sono invece più ottimisti i vicini francesi, mentre a Berlino e dintorni prevale l’idea che l’integrazione del vecchio Continente non avrà vita facile e lunga. Ma non solo: cerchiamo di comprendere a quali valutazioni è pervenuto il sondaggio effettuato da TNS Emnid su incarico della fondazione Bertelsmann, che ha riguardato anche i mercati e le società di Francia e Polonia.

“E’ una svolta nella storia postbellica del Vecchio continente” – dichiara in proposito La Repubblica, che all’approfondimento statistico ha dedicato il giusto spazio – “Finora, i tedeschi avevano sempre creduto in maggioranza ai vantaggi dell’integrazione europea. Adesso dopo tre anni di crisi del debito sovrano e della moneta unica, allarmati dai crescenti costi del salvataggio dell’euro, dalla carenza di legittimità democratica delle istituzioni europee e dal verticismo delle grandi scelte sul futuro dell’eurozona e dell’Unione, sembrano diventati molto più critici di altri popoli europei. Questa è almeno la situazione fotografata dal sondaggio. In Francia infatti 53 interrogati su cento sono convinti che appartenere alla Ue porti loro piuttosto vantaggi, in Polonia 59 su cento. La maggioranza dei tedeschi inoltre non crede più che nei prossimi anni l’integrazione europea compirà nuovi passi avanti: 35 tedeschi su cento ritengono anzi che lo sviluppo in questo campo farà passi indietro. Mentre sono appena 21 su cento i cittadini federali persuasi che sostituire il marco con l’euro abbia portato loro vantaggi concreti, in contrasto con il 55 per cento dei francesi certi che l’addio al franco sia stato positivo per loro”.

Ne consegue che i tedeschi appaiono delusi e sfiduciati da quanto potrà accadere in Europa. Tuttavia, rimangono anche fortemente confusi, visto e considerato che una buona fetta del Paese ammette che senza l’integrazione sarà impossibile reggere le sfide globali di fronte a Stati Uniti, Cina, India, Brasile e altri leader economici.

In materia, vedi anche governo tedesco contro Bundesbank.